Epatite A a Orta di Atella, il sindaco rassicura: «Profilassi già avviata per le famiglie coinvolte»

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Un caso di epatite A, diagnosticato in un alunno di una scuola primaria del casertano, ha attivato immediatamente la macchina dei protocolli sanitari nel comune di Orta di Atella, una cittadina che conta circa 27mila residenti. A darne notizia, attraverso un post sui social, è stato il sindaco Antonino Santillo, il quale ha tenuto a sottolineare – quasi a voler prevenire eventuali fraintendimenti o allarmismi – che «una situazione che merita attenzione, ma non paura» è quella che si è venuta a creare tra i banchi di scuola. Il primo cittadino, nel confermare l’accertamento del contagio, ha infatti spiegato che le autorità locali non hanno perso un minuto: «Fin dal primo momento del sospetto, il Comune, la Scuola, il pediatra e l’ASL hanno lavorato insieme, seguendo con precisione il protocollo previsto per questi casi».

L’intervento tempestivo delle autorità sanitarie e scolastiche

Non si è aspettato, il gruppo di lavoro formato intorno a questo episodio, che la situazione si consolidasse ulteriormente; si è agito subito, in modo coordinato, per limitare il rischio di diffusione del virus, il quale si trasmette prevalentemente per via fecale-orale, spesso attraverso alimenti o acqua contaminati. La risposta immediata, messa in campo ancor prima che il singolo caso diventasse un focolaio, ha permesso di attivare la profilassi per le famiglie direttamente esposte – quelle dei compagni di classe e degli insegnanti venuti a contatto con il bambino o la bambina risultati positivi. Il provvedimento, spiegano fonti comunali, riguarda una cerchia ristretta e ben identificata di nuclei familiari, ai quali sono state già fornite indicazioni precise su igiene e su eventuali vaccinazioni post-esposizione.

La rassicurazione del virologo: «attenzione, non paura»

All’interno dello stesso messaggio diffuso dal sindaco, trova spazio anche l’opinione di un virologo – senza che ne venga specificata l’identità – il quale ha commentato il quadro clinico con una formula che mira a dosare prudenza e lucidità: «Un caso di epatite A è stato confermato in un alunno/a della nostra scuola primaria». La dichiarazione, riportata testualmente da Santillo, serve a ribadire che l’epatite A, pur essendo una malattia infettiva da non sottovalutare, presenta generalmente un decorso benigno nei bambini e guarisce senza conseguenze croniche, a patto che vengano rispettate le misure di contenimento. L’allarme, insomma, cede il passo a una vigilanza attiva: le lezioni proseguono regolarmente, mentre gli operatori dell’Asl stanno svolgendo indagini epidemiologiche per risalire alla fonte del contagio, verosimilmente riconducibile a un pasto o a un contatto stretto avvenuto fuori dall’ambiente scolastico.

Le procedure standard e la gestione dell’emergenza nel Casertano

Il protocollo seguito in questa circostanza, va detto, è quello in vigore da anni per le malattie a trasmissione enterica: una volta notificato il caso, si procede alla disinfezione degli ambienti, alla raccolta di campioni biologici tra i contatti stretti e alla somministrazione di immunoglobuline o vaccino a chi non è mai stato immunizzato. Ad Orta di Atella, i tecnici dell’Asl hanno già completato la prima ricognizione nei locali della scuola, senza rilevare criticità strutturali o igieniche di rilievo. Il sindaco, nel suo intervento pubblico, ha voluto sottolineare l’assenza di tentennamenti da parte di nessun attore coinvolto: non si è aspettato che la situazione si consolidasse, come purtroppo accade in altre gestioni meno efficienti. E ha aggiunto, con un tono che sfugge a ogni retorica, che la collaborazione tra Comune, dirigenti scolastici, pediatri di famiglia e autorità sanitarie è stata «perfetta», tanto da ridurre al minimo il margine d’errore.

Un caso isolato senza conseguenze per la collettività più ampia

Al momento, nessun altro alunno o membro del personale ha presentato sintomi riconducibili all’epatite A – come ittero, nausea, febbre o affaticamento – e le misure di profilassi, che riguardano esclusivamente le famiglie dei compagni più esposti, sono state avviate senza creare code negli ambulatori. L’Asl, in accordo con il ministero della Salute, monitora costantemente l’evoluzione, ma già da ora si può affermare che si tratti di un episodio circoscritto. Il virologo consultato dal sindaco, nel suo breve parere, ha utilizzato un’espressione che vale come sintesi operativa: la situazione merita attenzione, ma non paura. Parole che, tradotte nella pratica quotidiana, significano lavarsi bene le mani, evitare di condividere stoviglie e asciugamani e segnalare tempestivamente qualsiasi malessere. Il resto – come dimostra la rapidità con cui si è mossa la macchina comunale – è già stato fatto.

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