L'industria italiana in declino, il Nordest resiste

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Negli ultimi 15 anni, l'industria italiana ha subito un declino significativo, con cali generalizzati in tutte le regioni, ad eccezione del Nordest. Quest'ultimo ha registrato una crescita del 5,9%, emergendo come un'unica isola felice in mezzo alla crisi.

Il confronto con l'Europa

Nel periodo 2007-2022, solo la Spagna ha sperimentato una situazione peggiore dell'Italia in Europa. Il valore aggiunto reale dell'attività manifatturiera spagnola è sceso dell'8,9%, mentre in Italia è sceso dell'8,4%. Al contrario, la Germania ha registrato un incremento del 16,4%, mentre la Francia ha registrato un calo più contenuto del 4,4%.

Il caso del Molise

In Molise, tra il 2007 e il 2022, il valore aggiunto reale dell'industria è calato drasticamente di oltre il 29%. Il calo è stato generalizzato in tutta la regione, ma particolarmente accentuato nella provincia di Isernia.

Il Nordest tiene il passo

Nonostante la crisi, l'industria del Nordest ha mostrato una resilienza notevole. La variazione percentuale del valore aggiunto reale dell'attività manifatturiera è stata positiva, segnando un +5,9%. Questo suggerisce che l'industria del Nordest è riuscita a mantenere la sua competitività, tenendo il passo con le aree più avanzate.

Conclusioni

La ricerca della Cgia di Mestre ha certificato il declino dell'industria italiana, sottolineando la necessità di interventi mirati per invertire questa tendenza. Solo il Nordest sembra resistere, ma per il resto del paese la situazione rimane critica. È fondamentale che vengano adottate politiche efficaci per stimolare la crescita e la competitività dell'industria italiana.

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