Ferrari, strategia perfetta per Hamilton ma il podio sfuma a Zandvoort

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
SPORT Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Sport Redazione Sport   -   Il Gran Premio d'Olanda lascia l'amaro in bocca in casa Ferrari, e non solo per il quarto posto finale di Lewis Hamilton. La scuderia di Maranello ha confezionato una domenica solida dal punto di vista strategico, con una gestione delle gomme che ha messo il sette volte campione del mondo nelle condizioni ideali per attaccare il podio, salvo poi doversi fermare a un passo dal gradino più basso del podio.

Una prestazione che, nel complesso, conferma i progressi della Rossa ma che riapre inevitabilmente il dibattito sugli equilibri interni tra i due piloti, con Charles Leclerc chiamato a fare da chioccia in una fase cruciale della corsa.

Il confronto in pista e il rifiuto di Leclerc

Il momento clou della gara olandese, che si è corsa sul tracciato di Zandvoort per l'ultima volta prima dell'uscita dal calendario iridato, è arrivato nel corso del quarantaduesimo passaggio. Hamilton, montando gomme più fresche e performanti rispetto al compagno, ha iniziato a premere con insistenza sul retrotreno della vettura di Leclerc, segnalando via radio alla propria squadra un evidente divario prestazionale.

La richiesta del britannico, che è stato chiaro nell'affermare "We're losing time!" – ovvero "stiamo perdendo tempo" – non ha però trovato un riscontro immediato nelle comunicazioni del muretto, con il monegasco che ha opposto un fermo rifiuto a cedere la posizione sul tracciato. Una situazione di stallo che ha tenuto col fiato sospeso gli appassionati per alcuni giri, con i due alfieri della Rossa che hanno viaggiato a pochi decimi di distanza l'uno dall'altro, fin quasi a toccarsi, in una fase delicata dove il meteo variabile e la gestione degli pneumatici giocavano un ruolo determinante.

La strategia Ferrari e i tempi del pit stop

A complicare ulteriormente il quadro, nel quarantaquattresimo giro, è arrivata la chiamata ai box per Leclerc, un movimento deciso dalla squadra per attuare il cosiddetto undercut e cercare di guadagnare una posizione nei confronti degli avversari diretti. L'ingresso anticipato del monegasco ha però inevitabilmente condizionato le operazioni, lasciando Hamilton per un paio di tornate a scontare il traffico e la scia sporca generata dalla vettura del compagno di squadra.

Il sette volte iridato, al termine della gara, ha sottolineato come quei giri spesi dietro a Leclerc abbiano rappresentato un costo in termini di tempo prezioso, un'analisi che trova riscontro nei dati oggettivi dei long run. Al contrario, lo stesso Leclerc ha voluto mettere in luce il lavoro svolto dal reparto corse nel corso dell'intero fine settimana, spiegando che il vero tallone d'Achille della squadra è stato rappresentato dalle qualifiche, dove l'assenza di un passo perfetto ha condizionato la posizione di partenza e, di conseguenza, tutta la prima parte della gara.

L'analisi del risultato e il valore della prestazione

Nonostante il litigio in radio e le incomprensioni tattiche, la prestazione complessiva della Ferrari a Zandvoort resta più che positiva. La strategia messa a punto dalla squadra, che ha puntato su un ritmo gara costante e su una gestione oculata delle mescole, ha permesso a Hamilton di lottare fino all'ultimo per un posto sul podio, un traguardo che è sfumato solo per un soffio a causa del tempo perso nelle fasi centrali della corsa.

Nel frattempo, il campionato del mondo in carica Lando Norris si è preso la scena con un secondo trionfo consecutivo, dominando la gara davanti alle due Mercedes – che hanno portato sul podio il leader del mondiale Kimi Antonelli e il vincitore della Sprint George Russell – e relegando i piloti Ferrari a un ruolo di comprimari di lusso. La Rossa, insomma, può guardare con fiducia al futuro, a patto di risolvere le piccole crepe emerse nella gestione dei due piloti, entrambi di grande esperienza e con caratteri forti che difficilmente accetteranno di fare da spalla all'altro.

Le dichiarazioni e il bilancio del week-end

Al termine della corsa olandese, il sette volte campione del mondo ha voluto comunque sottolineare il grande lavoro svolto dalla scuderia, definendo eccezionale l'impegno di tutti in fabbrica per estrarre il massimo dalla vettura. "Credo che in questo sport sia impossibile essere perfetti", ha dichiarato Lewis, riconoscendo i progressi fatti ma allo stesso tempo evidenziando come la pista abbia messo a nudo i limiti di una macchina che deve ancora essere messa a punto nei dettagli.

La Ferrari, nonostante il quarto posto finale che sa di poco, ha dimostrato di avere un passo gara superiore a quello delle ultime uscite, una notizia che fa ben sperare in vista dei prossimi impegni. Tuttavia, il tema degli ordini di scuderia e della convivenza tra due piloti di tale calibro resta un argomento caldo, destinato a tenere banco nelle prossime settimane, soprattutto se la competitività della vettura dovesse aumentare ulteriormente, portando i due alfieri a lottare per posizioni sempre più prestigiose e ambite.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.