Lazio al Flaminio: il via libera resta lontano, manca l’accordo finale
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Redazione Sport
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Il progetto della Lazio al Flaminio non ha ancora raggiunto l’accordo definitivo necessario per il via libera alla ristrutturazione dello storico impianto romano. A chiarirlo è stata Daniela Porro, soprintendente speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma, intervenuta a Radio Roma Sound, spiegando che la procedura è ancora in corso. Gli uffici stanno infatti esaminando lo studio di prefattibilità presentato dal club biancoceleste all’interno di una conferenza di servizi preliminare, chiamata a valutare i diversi aspetti del piano per trasformare lo stadio nella nuova casa della squadra.
La questione riguarda un intervento che la Lazio ha presentato al Comune di Roma con l’obiettivo di ristrutturare e riqualificare il Flaminio, riportando il club a giocare stabilmente nel cuore della Capitale. Il progetto prevede un investimento complessivo di 437,5 milioni di euro e una struttura finanziaria articolata, nella quale il club biancoceleste indica 10 milioni di euro di capitale sociale. Il resto del piano economico accompagna una proposta che deve ancora ottenere tutti i via libera necessari prima di poter procedere.
Il progetto Lazio al Flaminio e le valutazioni della Soprintendenza
La conferenza dei servizi preliminare sta analizzando i documenti relativi al progetto di ristrutturazione dello stadio Flaminio presentati dalla Lazio nelle scorse settimane. Secondo quanto emerso, tra gli elementi da valutare c’è anche lo schema di convenzione che prevede la concessione da parte di Roma Capitale del diritto di superficie sull’area dello stadio alla Newco che il club intende aprire dopo l’ottenimento delle autorizzazioni necessarie. La concessione indicata avrebbe una durata di 90 anni e rappresenta uno dei passaggi centrali del piano.
Il confronto sul futuro del Flaminio coinvolge anche il valore architettonico dell’impianto, legato al lascito di Pier Luigi Nervi, considerato una figura centrale dell’architettura e dell’ingegneria del Novecento italiano. Il tema della tutela dello stadio è stato richiamato nel dibattito sulla possibilità che gli interventi possano modificare gli elementi storici della struttura. Il Flaminio viene infatti indicato insieme allo stadio Franchi di Firenze come una delle opere sportive associate al lavoro di Nervi, con attenzione rivolta alla conservazione del loro carattere architettonico.
Le prossime risposte sul futuro dello stadio romano
Le prime risposte della Conferenza dei servizi preliminare sono attese dopo l’esame approfondito dei materiali presentati dalla Lazio. La valutazione degli uffici riguarda quindi un progetto ancora in fase di analisi, senza un accordo conclusivo già raggiunto tra le parti coinvolte. Il percorso verso il via libera dipende dall’esito delle verifiche in corso e dai passaggi necessari per definire il rapporto tra il club, la futura Newco e Roma Capitale.
Il piano per il Flaminio punta a trasformare l’impianto attraverso una riqualificazione che permetta alla Lazio di utilizzarlo come sede stabile delle proprie partite, ma il progetto deve confrontarsi con gli aspetti economici, amministrativi e di tutela architettonica. L’investimento previsto da 437,5 milioni di euro, la concessione del diritto di superficie e le valutazioni della Soprintendenza rappresentano i principali elementi al centro della procedura avviata per stabilire se l’intervento potrà andare avanti.
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