Re di Giordania ribadisce opposizione a sfollamento palestinesi

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il re Abdallah II di Giordania ha ribadito, attraverso un post pubblicato su X, la sua "ferma opposizione" a qualsiasi piano che preveda lo sfollamento dei palestinesi da Gaza e dalla Cisgiordania occupata. Durante un incontro con Donald Trump, il sovrano ha sottolineato come questa posizione non sia solo giordana, ma rappresenti una "posizione araba comune". Abdallah ha aggiunto che la ricostruzione di Gaza, senza costringere la popolazione a lasciare le proprie case, e il miglioramento delle condizioni umanitarie dovrebbero essere priorità assolute.

La questione, che ha già sollevato tensioni diplomatiche, si inserisce in un contesto più ampio, legato alle proposte avanzate da Trump per la Striscia di Gaza. Il tycoon, infatti, ha ipotizzato un piano che prevede lo spostamento forzato di oltre due milioni e mezzo di abitanti, la bonifica dell’area e la sua trasformazione in una sorta di "riviera". Un’idea che, se da un lato è stata accolta con favore dal governo israeliano, guidato da Benjamin Netanyahu, dall’altro ha suscitato reazioni contrastanti tra i Paesi arabi, preoccupati per le ripercussioni regionali.

Netanyahu, che durante i 15 mesi di dialogo con l’amministrazione Biden ha spesso cercato di mantenere il controllo sulle iniziative statunitensi, sembra ora trovarsi in una posizione diversa con Trump. Dopo una riunione di quattro ore del gabinetto dei ministri, il premier israeliano ha mostrato un’apertura verso le proposte del presidente americano, pur senza rinunciare a una linea dura nei confronti di Gaza. "O gli ostaggi o le bombe" è stata la sintesi estrema di un approccio che non lascia spazio a compromessi.

Intanto, l’Egitto sta lavorando a un piano di cooperazione con Trump, come ha rivelato lo stesso re Abdallah durante l’incontro nello Studio Ovale. Sebbene i dettagli non siano ancora stati resi noti, è chiaro che il Cairo intende giocare un ruolo chiave nel tentativo di mediare tra le parti, evitando che la situazione degeneri ulteriormente.

La complessità degli equilibri mediorientali, già messi a dura prova da anni di conflitti e tensioni, rischia di aggravarsi ulteriormente. Le proposte di Trump, se da un lato potrebbero aprire scenari inediti, dall’altro rischiano di alimentare instabilità, soprattutto tra i Paesi arabi che vedono nello sfollamento dei palestinesi una minaccia alla stabilità regionale.

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