Israele avanza su Gaza City tra bombardamenti e ordini di sfollamento

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La macchina da guerra israeliana, nonostante le pressanti richieste della comunità internazionale e le vibranti proteste di piazza che scuotono il Paese, continua la sua offensiva nella Striscia di Gaza. Le operazioni, che proseguono senza sosta, si concentrano ormai sull’obiettivo dichiarato di occupare l’intero territorio, compresa la sua principale città, descritta dalle autorità come l’ultima roccaforte di Hamas. Un’avanzata che procede di pari passo con gli ordini di sfollamento per la popolazione civile, alla quale viene intimato di spostarsi verso il sud della Striscia, in aree che tuttavia non sono immuni dai bombardamenti.

Decine di attacchi aerei e un intenso fuoco di artiglieria colpiscono ormai tutto l’enclave, prendendo di mira, secondo quanto riportato da fonti locali, non solo obiettivi militari ma anche abitazioni private, tendopoli e centri di distribuzione degli aiuti. A est della città centrale di Deir al-Balah, una grande colonna di fumo si è levata nel cielo nella mattinata del 28 agosto, a testimonianza di raid la cui entità e le cui conseguenze non sono state ancora chiarite. Enormi nuvole nere, che alcuni testimoni hanno paragonato a quelle prodotte da “piccoli ordigni nucleari”, avvolgono anche la periferia di Gaza City, dove l’esercito israeliano sta intensificando la sua spinta.

Le conseguenze per la popolazione, stremata da mesi di conflitto, appaiono devastanti. Nel solo quartiere di Al-Zaytoun, si stima che circa 1.500 abitazioni siano state ridotte in macerie, un dato che fornisce solo un parziale quadro della distruzione. L’ottanta percento dei residenti della zona è stato costretto ad abbandonare tutto, unendosi a quel fiume di sfollati che non sa più dove trovare rifugio. Aya Daher, una donna fuggita dal distretto di Zeitoun, lancia un disperato appello: “Dove possiamo andare? Siamo fermi qui a Gaza City e non me ne sono andata da quando è iniziata la guerra”.

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