Guterres condanna la pulizia etnica a Gaza, mentre Israele pianifica lo sfollamento
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Redazione Esteri
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Il Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha definito “inaccettabile” l’ipotesi di una pulizia etnica nella Striscia di Gaza, ribadendo il sostegno internazionale alla soluzione dei due Stati come unica via per una pace duratura. “Dobbiamo riaffermare con forza questa opzione”, ha dichiarato Guterres, sottolineando che ogni progresso tangibile e irreversibile deve passare attraverso la fine dell’occupazione e la creazione di uno Stato palestinese indipendente, con Gaza parte integrante del progetto. Le sue parole arrivano in un momento di crescente tensione, mentre il governo israeliano sembra muoversi in direzione opposta.
Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha infatti ordinato all’esercito di preparare un piano per lo “sfollamento volontario” degli abitanti di Gaza, aprendo la possibilità di evacuare l’enclave attraverso vie terrestri, aeree e marittime. La decisione, annunciata dopo 15 mesi di blocco totale e assedio militare, segue le dichiarazioni dell’ex presidente statunitense Donald Trump, che aveva espresso l’intenzione di svuotare Gaza dalla popolazione palestinese. Un’ipotesi che, se concretizzata, rischierebbe di alimentare ulteriormente il conflitto, già segnato da decenni di violenze e tensioni irrisolte.
Intanto, la satira di Maurizio Crozza ha provato a smorzare la gravità del contesto con una parodia di Trump, impegnato a vendere la “Riviera Palestina” in una fittizia agenzia immobiliare chiamata “TechnoGaza”. La gag, anticipata per la prossima puntata di “Fratelli di Crozza”, ha offerto una visione ironica, seppur amara, delle dinamiche geopolitiche in gioco.
Sul fronte diplomatico, l’Italia si è mossa per sostenere la popolazione di Gaza attraverso una missione guidata dal ministro degli Esteri Antonio Tajani e dalla ministra dell’Università Anna Maria Bernini. A bordo di un volo diretto in Israele, i due hanno annunciato la consegna di oltre 100 tonnellate di aiuti alimentari e sanitari, destinati in parte al Programma Alimentare Mondiale (PAM). Tra le iniziative più significative, il progetto “Food for Gaza” prevede l’evacuazione di 14 pazienti oncologici minori, che tra il 14 e il 15 febbraio verranno trasferiti da Rafah in Italia per ricevere cure specializzate.




