Prato, ricatti e foto hard su un candidato di Fratelli d’Italia

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Una torbida vicenda di ricatti, che affonda le radici in adescamenti online e minacce anonime, rischia di proiettare la sua ombra sulla prossima campagna elettorale toscana. Al centro della bufera, scoppiata in una Prato già scossa dalle recenti inchieste giudiziarie che hanno travolto l’ex sindaca del Pd Ilaria Bugetti, c’è Tommaso Cocci, avvocato 34enne che fino a giugno scorso è stato capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale e che oggi è candidato alle elezioni regionali del 12 e 13 ottobre.

La procura di Prato, guidata da Luca Tescaroli, conduce un’inchiesta da cinque mesi per fare piena luce su una macchinazione ai danni dell’esponente politico, il quale ha denunciato di essere caduto in una trappola a luci rosse in Rete. Dopo un iniziale adescamento digitale, avvenuto lo scorso gennaio, Cocci sarebbe infatti finito nel mirino di estorsori senza scrupoli che, in possesso di fotografie a sfondo intimo, hanno avviato una serrata campagna di pressioni e minacce, recapitate attraverso lettere anonime.

«Se ti candidi ti distruggiamo la vita»: questo il tenore dei messaggi, secondo quanto riportato, il cui obiettivo appare palesemente quello di condizionare le scelte politiche del candidato e, di conseguenza, l’assetto della competizione elettorale nel pratese. Una strategia di ricatto che ieri ha conosciuto una svolta mediatica, con la decisione del Fatto Quotidiano di pubblicare – seppur opportunamente oscurata – una delle immagini private utilizzate per le minacce.

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