Napoli, infortunio per Vergara: fascite plantare sospetta, out al 45' di Napoli-Torino

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Un'altra tegola per Antonio Conte, che nel corso della sfida del Maradona vinta contro il Torino ha dovuto registrare l'ennesimo infortunio stagionale. Antonio Vergara, schierato titolare per l'ottava volta consecutiva, non ha superato il primo tempo: al rientro negli spogliatoi, l'ex Reggiana è stato notato zoppicare vistosamente, senza scarpini e accompagnato dallo staff medico partenopeo lungo il tunnel che porta negli spogliatoi. Una situazione che ha subito destato preoccupazione, considerando anche il momento specifico che sta attraversando la squadra, falcidiata da problemi fisici a catena.

La prima diagnosi, seppur ancora in via ufficiosa, parla di una sospetta fascite plantare al piede sinistro, un'infiammazione piuttosto fastidiosa che colpisce la pianta del piede e che, secondo quanto riferito dal giornalista di Dazn Alessio De Giuseppe, potrebbe essere un problema con cui il giocatore conviveva già da qualche tempo. Il dolore acuto, avvertito negli ultimi minuti della prima frazione di gioco, ha costretto il giovane esterno a fermarsi, lasciando i suoi in dieci per i minuti di recupero e rendendo inevitabile il cambio al rientro dagli spogliatoi. Al suo posto, allo scoccare della ripresa, è entrato Frank Zambo Anguissa, un ritorno importante per il centrocampo azzurro visto che il camerunense mancava dall'undici da oltre tre mesi, precisamente dall'infortunio rimediato in novembre con la propria nazionale.

L'analisi di Conte e i dubbi sull'infermeria

In conferenza stampa, al termine del match vinto contro i granata di D'Aversa, Antonio Conte ha evitato di addentrarsi in dettagli tecnici specifici, apparendo piuttosto sfumato sulle condizioni del suo giocatore. “Vergara? Non so, ha sentito pungere sotto il piede”, ha dichiarato il tecnico salentino, lasciando intendere una certa dose di frustrazione per l'ennesimo stop che si abbatte sulla rosa. Le sue parole, “sicuramente è qualcosa di nuovo che si va ad aggiungere alla lunga casistica”, sembrano voler sottolineare una statistica ormai divenuta una costante in questa annata, tanto da spingerlo a ironizzare sulla possibilità di una pubblicazione medica per analizzare la mole di stop subiti. Un concetto, questo, che riporta l'attenzione sulla gestione atletica e sui silenzi che spesso avvolgono i tempi di recupero in casa Napoli.

Il rientro di Anguissa e la gestione della rosa

L'ingresso in campo di Anguissa, se da un lato rappresenta una boccata d'ossigeno in un reparto che ha sofferto numerose assenze (basti pensare ai lungi stop di Lobotka e McTominay, o al recupero ancora in corso di Kevin De Bruyne), dall'altro riaccende i riflettori sulla necessità di fare i conti con una rosa mai realmente al completo. Il centrocampista, rientrato dopo un'assenza prolungata, ha preso il posto di Vergara proprio nel momento in cui il giovane talento italiano stava trovando una continuità inedita in maglia azzurra. Una continuità, la sua, che era stata fortemente voluta dallo stesso Conte, il quale lo scorso gennaio aveva bloccato una sua possibile cessione proprio per puntare su di lui in questa fase cruciale della stagione.

I prossimi accertamenti per Vergara

Nelle prossime ore, verosimilmente lunedì, Vergara si sottoporrà a esami strumentali più approfonditi per stabilire l'esatta entità del problema e, di conseguenza, i tempi di recupero. La speranza dello staff medico è che si tratti di un'infiammazione gestibile in tempi brevi, ma la fascite plantare è nota per essere un disturbo subdolo, capace di recidivare se non curato adeguatamente. Al momento, il giocatore rimarrà sotto osservazione, lasciando Conte con l'ennesimo rebus di formazione in vista dei prossimi impegni di campionato.

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