Napoli, infortunio per Vergara: lesione alla fascia plantare, stop di due mesi e addio alla Nazionale

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La lista degli infortunati in casa Napoli, che già contava i nomi di Neres, Rrahmani e Di Lorenzo, si allunga con un elemento che nelle ultime settimane si era ritagliato uno spazio importante negli schemi di Antonio Conte. Antonio Vergara, il giovane centrocampista classe 2003 prelevato dalla Reggiana, ha rimediato un problema al piede sinistro durante la partita contro il Torino di venerdì scorso, ed è stato costretto a lasciare il campo durante l'intervallo. Gli esami strumentali a cui si è sottoposto presso il Pineta Grande Hospital hanno evidenziato una lesione distrattiva della fascia plantare, un infortunio che, per la sua natura e per la zona colpita, richiederà tempi di recupero piuttosto lunghi. Il club azzurro, per bocca del proprio ufficio stampa, ha già diramato un comunicato ufficiale per aggiornare tifosi e addetti ai lavori, confermando la diagnosi e annunciando l'inizio dell'iter riabilitativo da parte del calciatore.

I tempi di recupero, secondo le prime indicazioni fornite da fonti vicine all'ambiente partenopeo e riportate da emittenti sportive nazionali, si aggirano tra le sei e le otto settimane. Questo significa che Vergara difficilmente potrà tornare a disposizione di Conte prima dell'inizio di maggio, saltando di fatto una serie di impegni cruciali in campionato e, particolare non secondario, vanificando di fatto la possibilità di una convocazione in nazionale. Il centrocampista, infatti, era finito nel mirino del commissario tecnico Gennaro Gattuso, che lo stava monitorando in vista dei playoff di qualificazione al Mondiale contro l'Irlanda del Nord; l'infortunio, come è facile immaginare, gli preclude qualsiasi possibilità di rispondere alla chiamata, spegnendo sul nascere un sogno azzurro che sembrava a portata di mano.

L'impatto sulle prossime partite e il calendario fitto del Napoli

L'assenza di Vergara si farà sentire in un momento della stagione in cui Antonio Conte avrebbe voluto avere l'intera rosa a disposizione per gestire al meglio le risorse. Il giovane ex Reggiana, negli ultimi due mesi, aveva portato freschezza e imprevedibilità alla manovra offensiva, guadagnandosi la fiducia del tecnico e ritagliandosi minutaggio importante. Ora, per lui, l'obiettivo diventa quello di tornare disponibile per il rush finale, verosimilmente in concomitanza con le partite che decideranno l'accesso alla prossima Champions League, competizione per la quale il Napoli sta lottando. Salterà con certezza le gare contro Lecce e Cagliari, le ultime prima della sosta per le nazionali, e difficilmente sarà in campo per il big match in programma il 6 aprile contro il Milan, una sfida che potrebbe già dire molto sulle ambizioni europee degli azzurri.

In attesa di capire se riuscirà a recuperare per gli impegni successivi contro Parma e Lazio, Conte dovrà fare di necessità virtù, attingendo a una rosa che, tra infortuni e affaticamenti, si sta assottigliando pericolosamente. L'unica nota positiva, se così si può definire, è che il classe 2003 ha già iniziato il percorso riabilitativo, ma la prudenza, in questi casi, è d'obbligo: le lesioni alla fascia plantare sono subdole e, se non curate adeguatamente, tendono a recidivare.

Il bollettino medico e il comunicato del club

La società, attraverso i canali ufficiali, ha fornito tutti i dettagli sull'accaduto con un linguaggio tecnico che non lascia spazio a interpretazioni ottimistiche. "Antonio Vergara si è sottoposto oggi a esami strumentali presso il Pineta Grande Hospital che hanno evidenziato una lesione distrattiva della fascia plantare del piede sinistro. Il calciatore azzurro ha già iniziato l'iter riabilitativo", si legge nella nota diffusa nella giornata di lunedì. Una comunicazione asciutta, che conferma la gravità del problema e che mette nero su bianco l'ennesimo stop forzato per un reparto, quello mediano, che in questa stagione ha pagato un dazio altissimo in termini di infortuni muscolari e traumatici. Il riferimento alla "lesione distrattiva", per chi ha familiarità con la traumatologia sportiva, è sinonimo di uno stiramento o di una piccola lacerazione delle fibre, che richiede necessariamente un periodo di immobilità e di recupero funzionale prima di poter tornare a calciare un pallone.

La speranza, nello staff medico del Napoli, è che il ragazzo possa recuperare senza fretta e senza forzature, preservando un talento che, in questa stagione, ha rappresentato una delle poche note liete in un cammino a tratti complicato. Per lui, l'obiettivo ora è quello di farsi trovare pronto per le ultime giornate, quando in palio ci sarà la qualificazione alla massima competizione europea. Ma la strada, con una prognosi di due mesi, è in salita.

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