Napoli, ennesimo stop per Conte: fascite plantare per Vergara, lunedì gli esami

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La vittoria del Napoli contro il Torino, un successo per 2-1 che vale l’aggancio in classifica in attesa degli altri risultati del turno, porta con sé il conto, sempre salato, di un nuovo infortunio. Antonio Conte, nel post-gara, ha dovuto fare i conti con l’ennesima emergenza fisica della sua stagione: Antonio Vergara, titularissimo in quest’ultimo periodo con otto presenze consecutive dal primo minuto, non ce l’ha fatta a rientrare in campo dopo l’intervallo. Il giovane centrocampista, lo si è visto chiaramente nel momento in cui ha percorso il tunnel che porta agli spogliatoi del Maradona, zoppicava vistosamente, senza scarpini e appoggiandosi allo staff medico, un’immagine che non lasciava spazio a troppe interpretazioni. Al suo posto, per la ripresa, è entrato Frank Anguissa, un ritorno importante dopo i 117 giorni di assenza che hanno tenuto il camerunese lontano dal rettangolo verde, ma che da sola non basta a fugare le preoccupazioni per l’ennesima tegola che colpisce la rosa azzurra.

La prima diagnosi, arrivata a caldo e confermata poi dai canali ufficiali del club attraverso le parole dell’inviato di Sky Sport Francesco Modugno, parla di una fascite plantare. Si tratta, per chi non lo sapesse, di un’infiammazione che colpisce il legamento che dal tallone si dirama verso le dita del piede, un fastidio che per Vergara si è fatto sentire nel corso della prima frazione di gioco, quella stessa frazione in cui, complice anche la pressione dei difensori granata, non era riuscito a incidere come avrebbe voluto. Il problema, una sensazione di pungente dolore sotto la pianta del piede come l’ha descritta lo stesso Conte in conferenza stampa, ha costretto lo staff a optare per la sostituzione cautelativa, evitando rischi che avrebbero potuto aggravare la situazione. Lunedì, come da programma, il calciatore si sottoporrà agli esami strumentali del caso, quelli che chiariranno l’entità precisa dell’infiammazione e, di conseguenza, i tempi necessari per un recupero che si spera sia il più rapido possibile.

Il punto di Conte tra infortuni e rientri

Nel dopopartita, Antonio Conte si è presentato in conferenza stampa con il piglio di chi sa di dover gestire una situazione complessa, elogiando sì il gruppo per la prova offerta contro il Torino – una partita dominata nonostante le assenze pesanti – ma senza nascondere la preoccupazione per questa lunga lista di guai fisici. «Ha sentito pungere sotto il piede», ha spiegato a proposito di Vergara, sottolineando come si tratti di un problema nuovo che va ad aggiungersi a una casistica talmente ampia da meritare, a suo avviso, uno studio approfondito a fine stagione. Il tecnico, evitando di piangersi addosso, ha preferito evidenziare come la squadra stia sopperendo alle assenze con spirito di sacrificio e duttilità tattica, ma l’amarezza per l’ennesimo stop si leggeva comunque tra le righe delle sue dichiarazioni.

Parallelamente all’infortunio di Vergara, Conte ha fornito aggiornamenti anche su altri giocatori chiave attualmente ai box. Ha parlato di Scott McTominay, alle prese con un’infiammazione tendinea che lo tiene lontano dai campi da quasi un mese, ma che sembra finalmente incamminato sulla strada del recupero. Ha poi accennato a Giovanni Di Lorenzo, il cui rientro è atteso dopo la sosta, e a David Neres, per il quale i tempi si allungano probabilmente fino a fine aprile. Il tecnico salentino, insomma, deve fare i conti con un reparto infermeria sempre affollato, una condizione che lo costringe a inventarsi soluzioni e a chiedere il massimo a chi è disponibile, come accaduto con Eljif Elmas, spostato sulla trequarti proprio per sopperire all’uscita di Vergara e autore del gol del momentaneo 2.

Le pagelle e l’impatto del giovane centrocampista

Prima di questo stop forzato, Antonio Vergara stava vivendo una fase della stagione da assoluto protagonista. L’ottava titolarità consecutiva contro il Torino era la conferma della fiducia che Conte ripone in lui, un ragazzo che nei mesi precedenti aveva incantato con giocate e gol pesanti, come quelli realizzati contro il Chelsea in Champions League o contro la Fiorentina in campionato, prestazioni che gli erano valse paragoni illustri e pagelle da urlo. Contro i granata, però, qualcosa non ha funzionato: la Gazzetta dello Sport, nella sua analisi, gli ha assegnato un 5,5, parlando di un calciatore «mangiato dalla pressione dei difensori avversari», mentre Il Mattino ha sottolineato come l’attenzione su di lui fosse massima, con Ebosse che aveva un solo pensiero, evitare le sue giocate.

Questo, inevitabilmente, porta a una riflessione sul suo impatto in partita, condizionato probabilmente già dal fastidio fisico che lo ha poi costretto al cambio. Il dolore alla pianta del piede, se presente fin dai primi minuti, potrebbe averne limitato l’esplosività e la capacità di saltare l’uomo, caratteristiche che invece ne hanno fatto finora una delle sorprese più liete della stagione azzurra. L’ingresso di Anguissa, accolto da un boato dal pubblico del Maradona, ha ridisegnato il centrocampo, con Elmas che si è spostato più avanti e ha trovato la via della rete, ma l’assenza di Vergara, anche solo per qualche settimana, rischia di privare Conte di una delle sue pedine più interessanti proprio nel momento clou della stagione.

L’attesa per gli accertamenti

Ora, per Vergara e per il Napoli, è iniziata la fase dell’attesa. Gli accertamenti di lunedì saranno fondamentali per stabilire la gravità della fascite plantare e, soprattutto, i tempi di recupero. Si tratta di un’infiammazione subdola, che a seconda dei casi può risolversi in pochi giorni o richiedere settimane di stop, e il club, forte dell’esperienza maturata in questa stagione travagliata, non ha voluto e non vuole forzare i tempi. D’altronde, le parole di Conte in conferenza stampa sono state chiare nell’indicare la necessità di fare studi approfonditi su quanto accaduto, quasi a voler lanciare un messaggio a chi dovrà analizzare le cause di questi continui stop.

Nel frattempo, la squadra continua a macinare punti e a credere nei propri obiettivi, consapevole però che la rosa è stata messa a dura prova da una serie di infortuni che hanno pochi eguali in questo campionato. Il rientro di Anguissa rappresenta una boccata d’ossigeno, un centrocampista di esperienza e qualità che mancava da troppo tempo, ma la sensazione è che ogni partita nasconda una nuova insidia. Il caso di Vergara, ennesimo nome che si aggiunge a una lista già lunga, ne è l’amara conferma, e lunedì, quando i raggi riveleranno l’esatta dimensione del problema, si potrà cominciare a fare un po’ di chiarezza su un futuro che, si spera, possa restituire a Conte un altro dei suoi talenti migliori.

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