Torino, il Salone dell’auto torna in centro con 47 brand e una trentina di anteprime

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Torino torna a parlare di automobili e lo fa, per il terzo anno consecutivo, nel modo che le è più congeniale: trasformando il proprio centro storico in un grande salone a cielo aperto. Dall'11 al 13 settembre, piazza Castello, piazzetta Reale e i Giardini Reali ospiteranno la nuova edizione del Salone Auto Torino, una manifestazione a ingresso libero che, forte delle oltre 500 mila presenze raccolte nelle prime due edizioni, si prepara ad accogliere un parco espositori di tutto rispetto.

Sono 47 i costruttori annunciati, con circa cento modelli pronti a sfilare tra le vie della città e una trentina di anteprime nazionali che faranno da traino a un evento ormai consolidato nel panorama automobilistico europeo. L'edizione 2026 si annuncia come la più ricca di novità degli ultimi anni, con un programma che attraversa senza pregiudizi tutte le principali tecnologie oggi sul mercato, dalla benzina al diesel, passando per le varie declinazioni dell'elettrificazione: mild hybrid, full hybrid, plug-in e full electric.

La mappa dei costruttori e il peso della Cina

A guardare l'elenco dei marchi presenti, salta subito all'occhio un dato che racconta molto dello stato attuale dell'industria automobilistica globale: su 47 brand in esposizione, ben 19 provengono dalla Cina. È un segno dei tempi, certo, e il Salone di Torino si conferma in questo senso uno specchio fedele della situazione del settore automotive in Italia e in Europa, dove i costruttori di Pechino continuano a guadagnare terreno in termini di vendite e quote di mercato.

La presenza cinese non è più un'eccezione ma una componente strutturale del panorama espositivo, e a Torino arriverà con un ventaglio di proposte che spazia dalle city car elettriche ai SUV di fascia alta, passando per concept e prototipi che anticipano le tendenze del design e della mobilità del futuro. Il dato è tanto più significativo se si considera che il salone si svolge nella città che ha dato i natali alla Fiat, il più glorioso marchio italiano di automobili, e che da sempre rappresenta un crocevia culturale e industriale per il mondo dei motori.

Le anteprime e il programma diffuso nel centro storico

L'organizzazione ha scelto di mantenere il format che ha decretato il successo delle precedenti edizioni, rinunciando ai padiglioni fieristici per trasformare il cuore monumentale di Torino in un percorso espositivo a cielo aperto. Le trenta anteprime nazionali rappresentano il piatto forte di questa edizione, con vetture che verranno svelate al pubblico italiano per la prima volta e che spazieranno dai modelli di produzione alle supercar più estreme, fino ad alcune chicche d'epoca che arricchiranno la sezione dedicata alla storia dell'automobile.

Non mancheranno i test drive gratuiti, una delle attrazioni più apprezzate dal pubblico, che potrà mettersi al volante delle novità più interessanti percorrendo un tracciato cittadino studiato per valorizzare le prestazioni dei vari modelli. L'evento si inserisce in un calendario fitto di appuntamenti legati alla mobilità e al design, confermando il ruolo di Torino come capitale italiana del settore, un titolo che la città ha costruito in oltre un secolo di storia industriale e che cerca oggi di rinnovare guardando alle sfide della transizione energetica.

Un salone che parla tutte le lingue della mobilità

Uno degli aspetti più interessanti del Salone Auto Torino è la capacità di tenere insieme mondi e filosofie apparentemente distanti, senza scegliere un fronte unico a scapito di altri. Il programma ufficiale prevede infatti la presenza contemporanea di vetture a benzina, diesel, mild hybrid, full hybrid, plug-in hybrid e totalmente elettriche, a testimonianza di un mercato che non ha ancora trovato un'unica strada ma che procede per sperimentazioni e convivenze tecnologiche.

Questa scelta riflette anche la strategia dei costruttori presenti, molti dei quali continuano a investire su più fronti per rispondere a una domanda frammentata e a regolamentazioni che variano sensibilmente da paese a paese. La manifestazione torinese, insomma, non si pone come un palcoscenico per una singola tecnologia ma come una vetrina pluralista, dove il visitatore può confrontare soluzioni diverse e farsi un'idea più chiara di quello che il mercato offre oggi, senza la mediazione dei concessionari o la distanza dei saloni chiusi.

E la risposta del pubblico, con le presenze record delle prime due edizioni, sembra dare ragione a chi ha scelto di portare le auto direttamente nelle piazze, tra la gente e i portici della città sabauda.

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