Salone Auto Torino 2026, la Cina occupa quasi il 40% degli stand tra anteprime e modelli

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Per tre giorni Torino torna a essere capitale dell’automobile, ma la composizione del Salone Auto Torino 2026 racconta qualcosa di diverso rispetto alle precedenti edizioni. Dall’11 al 13 settembre il capoluogo piemontese ospita 47 case automobilistiche, oltre 200 modelli e 37 anteprime nazionali, con un percorso espositivo che si snoda tra piazza Castello, piazzetta Reale, la Corte d’Onore e i Giardini dei Musei Reali, mentre l’area dedicata ai test drive è allestita in corso San Maurizio. L’esposizione è a cielo aperto e l’ingresso è gratuito.

Quasi il 40% dei marchi arriva dal Far East

La fotografia più netta arriva dalla distribuzione dei partecipanti. Quasi il 40% dei marchi presenti è di origine cinese, con nomi che vanno da BYD a Geely, da Changan a Dongfeng, passando per GWM, Hongqi e Zeekr. Non si tratta di presenze simboliche: la quasi totalità dei costruttori del Dragone occupa le aree più visibili del salone, con stand che espongono modelli destinati al mercato europeo e italiano. L’area test drive vede confermate le adesioni di BYD, Changan, Geely, GWM, Hongqi, Lynk & Co, Omoda Jaecoo, Zeekr e Tesla, tra gli altri.

Le anteprime cinesi tra SUV, elettriche e ibride plug-in

Il contingente cinese porta a Torino alcune delle novità più attese dell’edizione 2026. BYD espone in piazzetta Reale la Dolphin G DM-i, la Dolphin Surf e la Sealion 7, con la Dolphin G DM-i che rappresenta il modello più significativo: sistema ibrido plug-in Super Hybrid DM 5.0, 212 CV di potenza massima di sistema, fino a 105 km di autonomia elettrica e 1.040 km complessivi dichiarati nella versione con batteria da 18,3 kWh.

Changan risponde con la Deepal S07 Model Year 2026, presentata in anteprima nazionale con un powertrain aggiornato da 258 CV, batteria da 77,94 kWh, 500 km di autonomia dichiarata e ricarica rapida fino a 200 kW, che permette di passare dal 30 all’80% in circa 15 minuti.

Geely porta la nuova E2, compatta elettrica con oltre 340 km di autonomia definita dal managing director Marco Santucci “la regina delle utilitarie”, in arrivo tra novembre e dicembre, insieme alla KO11, primo SUV All-Terrain del marchio che debutterà in Cina entro fine anno e in Italia nel 2028. Chery presenta in anteprima le Tiggo 9, Tiggo 8 e Q, mentre GWM schiera una gamma che comprende SUV, crossover, pick-up e persino il motociclo Souo.

I numeri del mercato italiano

La presenza cinese a Torino non è un episodio isolato. Secondo i dati Anfia relativi ai primi otto mesi del 2026, le immatricolazioni di automobili prodotte in Cina, indipendentemente dal brand, sono aumentate del 92,1% e hanno raggiunto il 15% del mercato italiano, mentre nello stesso periodo il mercato complessivo è cresciuto dell’8,5%. Nei primi sette mesi BYD ha quasi triplicato le targhe, passando da 11.528 a 33.973 unità. Omoda & Jaecoo è salita da 6.691 a 24.692, con un incremento del 269%.

Leapmotor, che arriva attraverso una joint venture controllata da Stellantis e può sfruttare la rete vendita del gruppo europeo, è passata da meno di duemila a oltre 25 mila unità. MG, controllata dalla Saic, resta la cinese più radicata con oltre 34 mila immatricolazioni.

Le novità di Stellantis e l’allarme di Federauto

Sul fronte opposto dello schieramento, Stellantis ha scelto Torino per le prime apparizioni pubbliche della Fiat Grizzly e della Grizzly Fastback, le due SUV di segmento C che anticipano il lancio previsto al Salone di Parigi. Le vetture sono lunghe circa quattro metri e mezzo e condividono la piattaforma Smart Car del gruppo; la Grizzly sarà disponibile anche in configurazione a sette posti, mentre la Fastback rinuncia ai due posti extra per una silhouette più slanciata.

A introdurre le novità è stata Antonella Bruno, managing director di Stellantis Italia, che ha parlato del “ritorno di Fiat nel segmento delle auto famigliari” con vetture “pratiche, caratterizzate dall’accessibilità e semplicità Fiat, confortevoli e concrete”. Nello stesso stand debutta anche la Leapmotor B03X, insieme alla nuova Lancia Gamma.

Plinio Vanini, vicepresidente Federauto, è intervenuto al Salone per denunciare i margini della rete distributiva: “Con un utile netto dopo le imposte dell’1,1%, i concessionari non hanno più margini per assorbire ulteriori costi e rischi. La rete non può investire come se avesse margini industriali che oggi, semplicemente, non esistono. La sostenibilità economica delle concessionarie è una condizione indispensabile per la sostenibilità dell’intero sistema automotive”.

Vanini ha anche chiesto una fiscalità stabile per gli acquisti aziendali, capace di alimentare il mercato dell’usato recente e di favorire il rinnovo del parco circolante, definendo gli incentivi spot “col contagocce” uno strumento insufficiente.

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