Dortmund-Atalanta 2-0, la Dea si complica la vita al Signal Iduna Park

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Non inizia nel migliore dei modi, per l’Atalanta, la fase a eliminazione diretta di questa Champions League; la squadra di Raffaele Palladino, reduce da un ottimo periodo in campionato, è caduta sotto i colpi di un Borussia Dortmund cinico e concreto, che al Signal Iduna Park si è imposto con un netto 2-0. Una sconfitta pesante, quella maturata in Westfalenia, che rimette tutto in discussione in vista del ritorno al Gewiss Stadium, fissato per il 25 febbraio, e che impone ora ai bergamaschi una rimonta dall’esito tutt’altro che scontato -1 -6.

La partita, il cui fischio d’inizio è stato posticipato di un quarto d’ora a causa del traffico che ha bloccato il pullman con i giocatori del Borussia diretto allo stadio, si è messa in discesa per i tedeschi dopo appena centoventi secondi -1 -6. A sbloccare il punteggio è stato Serhou Guirassy, centravanti che con questa doppietta ha dimostrato tutto il suo valore: l'attaccante, sugli sviluppi di un cross di Julian Ryerson, ha sovrastato di testa Odilon Kossounou, impattando il pallone in modo irresistibile e non lasciando scampo a Marco Carnesecchi -1 -8. Un avvio shock per la Dea, che ha faticato a trovare le contromisure per arginare la fisicità e la velocità degli attaccanti avversari. La reazione degli ospiti, seppur affidata alle scorribande di Nicola Zalewski sulla sinistra, non ha portato a vere e proprie occasioni da rete, con Mario Pasalic che, sul più bello, è stato murato da Daniel Svensson a pochi passi dalla linea di porta -1 -8.

Il raddoppio, giunto nel finale di prima frazione, ha il sapore di una doccia gelata per le speranze dell'Atalanta. Al minuto quarantadue, un'azione in velocità orchestrata dagli uomini di Niko Kovač ha mandato in tilt la retroguardia nerazzurra: Guirassy, servito da Felix Nmecha, ha bruciato sul tempo Berat Djimsiti sulla sinistra e, arrivato sul fondo, ha messo al centro un rasoterra teso per l'accorrente Maximilian Beier, il quale, tutto solo, non ha avuto problemi a depositare in rete il suo secondo gol personale in questa competizione -1 -6. Un 2-0 con cui le squadre sono andate negli spogliatoi e che fotografa perfettamente le difficoltà incontrate dalla squadra di Palladino, apparsa in affanno e poco lucida nella gestione dei momenti cruciali del match.

Prestazioni in chiaroscuro e un attacco che arranca

Nell'economia della sconfitta, pesano come macigni le prestazioni sottotono di alcuni elementi cardine della rosa. A fare più fatica di tutti è stato Gianluca Scamacca, centravanti di ritorno dal suo infortunio ma mai veramente pericoloso e spesso isolato dai compagni, ingabbiato dalla solida difesa giallonera; una prova opaca, la sua, che conferma come il periodo non sia dei più felici -5. In grande difficoltà sono apparsi anche i difensori centrali Odilon Kossounou e lo stesso Djimsiti, puniti in velocità e spesso in ritardo nelle chiusure, mentre l'ingresso nella ripresa di Isak Hien ha quantomeno dato maggiore solidità al reparto -6. Tra i pochi a salvarsi, come spesso accade, c'è Ederson: il centrocampista brasiliano, instancabile nel proporre la sua consueta quantità di corsa e geometrie, è stato l'unico a dettare i tempi in mezzo al campo e a tentare di imbastire qualcosa di costruito -6. L'impressione, a fine gara, è che il divario tra le due squadre sia emerso proprio nella capacità di essere letali nelle due aree: da un lato Guirassy e Beier, cinici e spietati; dall'altro un'Atalanta che ha faticato a creare palle gol nitide, con l'eccezione di qualche spunto di Zalewski e di un tentativo nel finale del subentrato Nikola Krstovic, respinto da un miracolo di Ramy Bensebaini -1 -3.

Palladino non cerca alibi e guarda già al ritorno

Nonostante il risultato pesante e le difficoltà evidenti, il tecnico Raffaele Palladino ha voluto evitare qualsiasi alibi legato alle assenze pesanti, quelle di Charles De Ketelaere e di Giacomo Raspadori, entrambi fermi ai box per infortunio -5. Ai microfoni, al termine della gara, l'allenatore ha preferito concentrarsi su chi è sceso in campo, analizzando una prestazione al di sotto delle aspettative specialmente nel primo tempo. “Lasciamo stare chi manca, gli infortunati sono infortunati – ha dichiarato senza mezzi termini – Soffermiamoci su chi c’è stato stasera”. Una frase, la sua, che suona come un monito per i suoi ragazzi in vista della sfida di ritorno a Bergamo, dove l'Atalanta dovrà necessariamente cambiare passo per ribaltare il doppio svantaggio. “È un peccato essere partiti già dall’uno a zero – ha aggiunto – ma abbiamo ancora il secondo tempo a casa nostra, la squadra ci crede”. Un ottimismo, il suo, che si scontra con la realtà di una qualificazione ora in salita: per passare il turno servirà una partita perfetta, probabilmente un'impresa, giocando con la rabbia e la determinazione che da sempre contraddistinguono l'ambiente orobico -3 -6.

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