L’Atalanta esce sconfitta dal Signal Iduna Park, la doppietta temporale del Dortmund complica il cammino europeo
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Redazione Sport
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Non bastava la famigerata Mauer dei tifosi gialloneri, quel muro giallo che incute rispetto in ogni angolo d’Europa, a rendere impervia la notte dell’Atalanta; ci si è messo pure il traffico di Dortmund, quello vero, quello che scorre sulle strade e che ha posticipato il calcio d’inizio di un quarto d’ora, costringendo i padroni di casa a un arrivo frettoloso e innervosendo, di riflesso, la vigilia di una sfida che già si presentava carica di tensione. La Dea, dal canto suo, aveva contribuito a surriscaldare il clima nei giorni precedenti, quando la delegazione bergamasca aveva disertato il pranzo di fair-play organizzato dalla UEFA, un gesto di dissenso, forse, per ricordare al mondo la vicenda del giovane Samuele Inacio, il talentino cresciuto a Zingonia e poi trasferitosi in Germania in circostanze che in riva al Serio non hanno mai digerito. In questo brodo di coltura, fatto di proteste silenziose e ritardi logistici, si è innestata una partita che ha visto i nerazzurri subire l’urto iniziale dei tedeschi in maniera quasi disarmante.
Una partita decisa nei due minuti letali del primo tempo, con Guirassy e Beier che puniscono le distrazioni iniziali e finali
Ci sono voluti meno di centottanta secondi, infatti, perché il copione prendesse una piega sinistra per gli uomini di Raffaele Palladino. Julian Ryerson, con un cross dalla destra teso e preciso, ha trovato la testa di Serhou Guirassy, il quale ha sovrastato Odilon Kossounou in un duello aereo che non ha avuto storia, infilando alle spalle di Marco Carnesecchi. Un avvio da brivido che poteva spezzare le gambe a chiunque, ma l’Atalanta, dopo il trauma iniziale, ha provato a ricucire lo straccio del gioco, tentando di alzare il baricentro e di rispondere colpo su colpo. Nicola Zalewski, il più vivo tra le fila orobiche, ha confezionato una palla gol invitante per Mario Pasalic, il cui tentativo di tap-in è stato però murato da un difensore, in un’azione che gridava vendetta per la conclusione a porta sguarnita. La partita, piano piano, sembrava aver trovato un equilibrio fatto di nervi tesi e contrasti duri, ma quando il cronometro lambiva la pausa lunga, ecco la seconda doccia fredda. Un’azione in velocità, un uno-due tra Guirassy e Felix Nmecha, e il centravanti che si invola sulla sinistra per mettere al centro un assist al bacio per Maximilian Beier, lasciato colpevolmente solo nel cuore dell’area e abile a depositare in rete il 2-0 con cui ci si è avviati negli spogliatoi.
La reazione timida nella ripresa e il patto di ferro nello spogliatoio per alimentare la fiamma della speranza in vista del ritorno
Nella seconda frazione, l’undici di Palladino ha provato a cambiare marcia, inserendo forze fresche come Isak Hien e Nikola Krstovic per dare maggior peso specifico all’attacco, e il possesso palla è effettivamente diventato più consistente, più ragionato. Tuttavia, l’assenza di uomini in grado di saltare l’uomo e di creare superiorità, quegli stessi Charles De Ketelaere e Giacomo Raspadori che mancavano all’appello per infortunio, si è fatta sentire in maniera palese. La manovra, pur fluida fino a certi limiti, si è infranta sistematicamente contro il muro eretto da Niko Kovac, con i subentrati come Kamaldeen Sulemana e Lazar Samardzic che non sono riusciti a incidere in maniera determinante. È mancata la zampata, il guizzo, l’imprevedibilità che può cambiare il destino di una notte europea. A fine partita, dalle parole del capitano Marten De Roon, è trapelato lo spirito di chi non si arrende: negli spogliatoi, ha raccontato il centrocampista olandese, abbiamo chiuso la porta e ci siamo guardati in faccia, sancendo un patto per credere fino in fondo nella possibilità di ribaltare il risultato tra le mura amiche, forti di una prestazione che, seppur negativa nel punteggio, ha mostrato una tenuta difensiva nel secondo tempo che lascia ben sperare per non incassare ulteriori colpi. La strada per gli ottavi, ora, è in salita, ma la convinzione di potercela fare, in casa, è l’ultima ancora a cui aggrapparsi.
Description: L'Atalanta perde 2-0 a Dortmund nell'andata dei playoff di Champions. In gol Guirassy e Beier nel primo tempo. De Roon: "Crediamo nella rimonta".




