Il presidente di EA Giappone critica i licenziamenti di Microsoft: "In occidente li chiamano ristrutturazione, ma sono solo tagli"
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Sean Noguchi, presidente di Electronic Arts Giappone, ha preso posizione contro i recenti licenziamenti di Microsoft, che hanno coinvolto oltre 9.000 dipendenti in tutto il mondo, compresi numerosi addetti del settore videoludico. Le sue parole, nette e prive di giri di frase, mettono in luce una differenza culturale nel modo di interpretare queste manovre aziendali. "Mentre in occidente si preferisce parlare di ristrutturazione, quasi come se si trattasse di un processo inevitabile e persino positivo, in Giappone la vediamo per quello che è: un licenziamento di massa", ha dichiarato Noguchi, sottolineando come nel suo paese simili operazioni vengano percepite con maggiore severità.
La mossa di Microsoft, che ha colpito anche Xbox Game Studios, sembra essere legata a una riorganizzazione degli investimenti, con l’obiettivo di dirottare ingenti risorse verso lo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Fonti interne, citate tra gli altri dal Seattle Times, parlano di un piano da 80 miliardi di dollari destinato proprio all’IA, settore in cui il colosso di Redmond intende consolidare la propria leadership. Una strategia che, però, ha un costo umano non indifferente, con interi team smantellati e progetti cancellati, come Perfect Dark ed Everwild, senza contare la chiusura di studi affiliati, tra cui The Initiative.
A complicare il quadro, secondo il giornalista Jez Corden, ci sarebbero state pressioni finanziarie insostenibili imposte da Amy Hood, chief financial officer di Microsoft, che avrebbe preteso risultati economici irraggiungibili da parte della divisione Xbox. Una gestione considerata da molti miope, soprattutto alla luce delle conseguenze che potrebbero manifestarsi nel medio periodo




