Roggero, la visita della Sardone a Bollate: "Spera di passare il Natale con la famiglia"
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Redazione Interno
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Silvia Sardone, eurodeputata della Lega, ha fatto visita a Mario Roggero nella casa di reclusione di Bollate, dove il gioielliere di 72 anni sta scontando la condanna definitiva per l'omicidio di due rapinatori risalente al 2021 a Grinzane Cavour. Al termine dell'incontro, la parlamentare ha raccontato lo stato d'animo dell'uomo, sottolineando come egli stia riflettendo molto su quanto accaduto e nutra la speranza di poter trascorrere le prossime festività natalizie in famiglia, sebbene al momento possa vedere i propri cari solo una volta alla settimana.
La visita, che arriva in un momento di forte tensione mediatica e politica attorno al caso, ha riacceso il dibattito pubblico sulla vicenda giudiziaria che ha portato alla condanna di Roggero per la morte dei due malviventi, con il terzo rapinatore rimasto ferito durante la sparatoria all'interno della sua gioielleria.
La spaccatura social tra "assassino" e "vittima del sistema"
Il caso ha diviso l'opinione pubblica in due schieramenti opposti, come emerge chiaramente dal dibattito acceso sui social network. Da un lato, c'è chi sostiene che Roggero sia un assassino e che la sentenza, ormai passata in giudicato, debba essere rispettata in quanto espressione della sovranità della legge. Dall'altro lato, una corposa schiera di utenti e commentatori lo descrive come una vittima del sistema, un uomo che avrebbe agito per difendere il proprio lavoro e la propria famiglia nel momento in cui la sua vita era minacciata dai criminali.
Questa divisione si è ulteriormente acuita dopo l'approvazione, da parte del Consiglio comunale di Fiumicino, di un ordine del giorno a sostegno della richiesta di grazia presentata dalla famiglia Roggero, un atto politico che ha fornito nuovo carburante a una polemica che non accenna a spegnersi.
La detenzione a Bollate e le prospettive giudiziarie
Attualmente ristretto nel carcere milanese di Bollate, Roggero non può però contare su un regime di detenzione domiciliare automatico legato alla sua età avanzata, nonostante i 72 anni compiuti. Per lui si sono aperte le porte dell'istituto penitenziario solo al termine di un iter giudiziario che lo ha visto soccombere in tutti i gradi di giudizio, con la Cassazione che ha reso definitiva la condanna.
Se non dovesse arrivare la grazia, che rappresenta ora l'unica via per la scarcerazione piena, il gioielliere dovrà fare i conti con i tempi della giustizia e con le misure alternative alla detenzione, come lo sconto di pena o la condizionale, che potrebbero comunque ridefinire i termini della sua permanenza dietro le sbarre.
L'analisi tecnica condotta dallo Studio Legale Soardi ha cercato di fare chiarezza su questi aspetti, evidenziando come tra l'illusione di un ritorno a casa legato all'età e i rigidi paletti normativi esista un divario significativo che rende incerta la data di un eventuale rilascio.
Il riferimento filosofico alla legittima difesa
Il dibattito sulla vicenda di Roggero si intreccia inevitabilmente con la questione più ampia della legittima difesa, un tema che torna ciclicamente alla ribalta della cronaca giudiziaria italiana. In questo contesto, viene talvolta richiamato il pensiero del filosofo inglese Thomas Hobbes, il quale, nel suo "Leviatano", descriveva lo Stato come un'entità nata da un contratto sociale per proteggere i cittadini dalla paura e dalla violenza dello stato di natura.
Secondo Hobbes, gli individui rinunciano alla loro libertà assoluta in cambio della sicurezza garantita dall'autorità sovrana, proprio per evitare che la vita dell'uomo diventi, nella celebre formula latina, "homo homini lupus", ovvero un lupo per i propri simili.
La riflessione filosofica, applicata al caso concreto, finisce per sollevare interrogativi profondi sul ruolo dello Stato quando il cittadino, messo alle strette, decide di farsi giustizia da sé, e su come la legge debba bilanciare il diritto alla difesa personale con il principio di proporzionalità della reazione, che nella vicenda di Grinzane Cavour è stato al centro delle valutazioni dei giudici.
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