Vanessa Scalera è una "madre che puzza": il Natale da campo di battaglia di De Angelis a Venezia 83

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La 83ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica della Biennale di Venezia ha accolto tra i suoi titoli in Concorso "Il fuoco che ti porti dentro", il nuovo film di Edoardo De Angelis che trasforma l'omonimo romanzo di Antonio Franchini in una tragicommedia feroce e claustrofobica. Il regista, già in gara al Lido nel 2023 con "Comandante", ha scelto di concentrare la materia del memoir – che nel libro attraversa decenni di un rapporto tormentato – in un'unica, esplosiva Vigilia di Natale nella casa milanese del protagonista.

Il risultato è un'opera che recupera le atmosfere delle commedie eduardiane già affrontate da De Angelis per la televisione, mescolandole con un'energia contemporanea e spiazzante che deve gran parte della sua forza alla prova di Vanessa Scalera, qui nei panni di una madre impossibile e magneticamente repulsiva.

Un romanzo autobiografico diventa un campo di battaglia natalizio

Il film, scritto a sei mani da De Angelis con Francesco Piccolo e Ilaria Macchia, adatta il libro edito da Marsilio che nel 2024 è stato finalista al Premio Campiello. L'incipit del romanzo, folgorante e provocatorio – "Benché da molti sia considerata una bella donna, mia madre puzza" – funge da pietra angolare per l'intera narrazione, diventando il Leitmotiv di una rappresentazione che non teme di mostrare il lato più sgradevole e indigesto dell'amore materno.

De Angelis ha dichiarato di essersi sentito profondamente riguardato dalla storia, che gli ha riportato alla mente l'infanzia e le figure femminili che lo hanno cresciuto, spingendolo a cercare un senso in quell'odore "velenoso" che un figlio finisce per rifiutare. La sceneggiatura, come spiega il regista, punta a essere "comica e feroce al tempo stesso", un equilibrio che definisce l'intera operazione.

L'irresistibile ascesa di una matriarca fuori controllo

Al centro della vicenda c'è Angela, interpretata da una Vanessa Scalera che letteralmente divora lo schermo. La donna, arrivata a Milano da Napoli per le feste, si installa nella casa del figlio Antonio (Lino Musella) e inizia a sovvertire ogni equilibrio domestico con la sua personalità ingombrante e il suo modo di fare dittatoriale.

Nonostante il ruolo di madre, Angela non è affatto una figura rassicurante: con la sua fisicità prepotente e una parlantina inarrestabile, mette a ferro e fuoco il tentativo di una pacifica cena della Vigilia, scontrandosi con la nuora (Elena Radonicich), i nipoti e persino con un cappone che sembra deciso a non farsi cucinare.

La performance di Scalera, che ha raccontato di essersi sentita "come Maradona" nell'interpretare quella che considera l'occasione della vita, si muove con disinvoltura tra il registro comico e quello drammatico, costruendo un personaggio che attrae e respinge con la stessa intensità.

Il grottesco e la resa dei conti tra madre e figlio

La tensione che si accumula nell'appartamento, immortalato dalla fotografia di Vladan Radovic, è quella di una bomba a orologeria pronta a esplodere. Antonio, editor di successo trapiantato al Nord, cerca di mantenere un contegno passivo-aggressivo mentre sua madre trasforma la cucina in un campo di battaglia, criticando la nuora, deridendo il nipote ballerino perché gay e lottando invano per decapitare il pollo.

L'arrivo inaspettato di uno scrittore di fama (Tommaso Ragno), appena entrato nella scuderia editoriale di Antonio, non fa che inasprire la situazione, fornendo ad Angela un nuovo bersaglio per le sue invettive. De Angelis, come sottolineato dalla critica, utilizza lo spazio ristretto per creare una claustrofobia emotiva che non concede tregua, con la macchina da presa che si incolla ai volti e ai corpi degli attori in un corpo a corpo serrato.

Una messa in scena corale e un cast in stato di grazia

A fare da contrappunto alla travolgente Angela, De Angelis schiera un ensemble di interpreti di prim'ordine. Lino Musella, nonostante la differenza di età con la protagonista, resa meno evidente da trucco e parrucco, intercetta perfettamente le contraddizioni del figlio Antonio, piegando la testa sotto le ingiurie materne per poi ritrovare una postura più eretta quando si confronta con l'ospite a cena.

Il cast, che comprende anche Ivana Lotito, Nicole Malaj, Samuele Mazza e Tony Laudadio, è stato lasciato libero di improvvisare e spaziare, contribuendo a creare un'opera che i critici hanno definito una "giungla umana che urla, ride, piange e ama". La sceneggiatura, che affonda le radici nella tradizione della sceneggiata napoletana, trova nella colonna sonora di La Niña – vincitrice della Targa Tenco 2025 – un ulteriore tassello che arricchisce la dimensione popolare e passionale del racconto.

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