Vanessa Scalera a Venezia 83: “Nei panni di Angela ho percorso territori inesplorati”

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   È la prima volta al Lido per Vanessa Scalera, che si presenta all'83esima Mostra del Cinema di Venezia con un ruolo che ha già definito come quello della vita. L'attrice, in concorso con "Il fuoco che ti porti dentro" di Edoardo De Angelis, interpreta Angela, una madre napoletana così feroce e irresistibile da aver spinto il figlio Antonio, interpretato da Lino Musella, a fuggire fino a Milano.

Tratto dall'omonimo romanzo di Antonio Franchini, il film trasforma la vigilia di Natale in un campo di battaglia emotivo e comico, dove le sopraffazioni del passato riemergono in un appartamento benestante del capoluogo lombardo.

Un debutto tra emozione e look audace

Sul red carpet, l'attrice ha scelto un abito verde che non è passato inosservato, giocando su una silhouette composta e un dettaglio di trasparenza che ha cambiato il registro del suo primo red carpet veneziano. Con la voce rotta dal sorriso, Scalera ha confessato l'emozione per la sua prima volta alla kermesse, mentre la sua interpretazione di Angela – una donna esagerata, ostile e antica che irrompe nella vita del figlio – è già tra le prove più intense della sua carriera.

La genesi del “ruolo della vita”

Il progetto è nato quasi per caso, o forse per un segno del destino, come racconta il regista Edoardo De Angelis. A raccontargli del personaggio ispirato a sua madre fu lo stesso Franchini durante un pranzo: più lo descriveva, più il regista sentiva risuonare richiami ancestrali legati a sua nonna. Quando poi lesse il romanzo, lo amò così tanto da considerarlo perfetto così com'era, fino a quando non seppe che Roberto Sessa intendeva farne un film.

La conferma definitiva arrivò con la copia del libro, recapitata a casa sua il 10 luglio, giorno dell'anniversario della morte della nonna, un messaggio sincronico che non poteva ignorare. Scritto a sei mani dallo stesso De Angelis con Francesco Piccolo e Ilaria Macchia, il film vede nel cast anche Elena Radonicich, Ivana Lotito e Tommaso Ragno.

Il metodo di Edoardo De Angelis

Per Vanessa Scalera, lavorare con il regista campano è stato un dono che l'ha spinta a esplorare territori inesplorati. L'attrice racconta di essere piena di dubbi e di aver trovato in De Angelis un regista altrettanto insicuro, che però non ha mai imposto la sua visione dall'alto, ma ha costruito il film insieme a loro.

Una nota di regia in particolare, "portami dove non sai", è diventata per lei una sfida: dopo una settimana passata a guidare il personaggio di Angela su strade conosciute, ha capito che doveva osare, sbandare e provare cose da donna e da artista che non aveva mai fatto, per abolire la paura. L'addio al personaggio di Imma Tataranni è stato, in questo senso, propedeutico: se non avesse saputo dire di no, non avrebbe mai avuto il tempo di incontrarne altri.

Il dialetto come lingua universale

Interamente recitato in napoletano, il film è stato definito una sorta di "Natale in Casa Cupiello" 3.0, in cui il dialetto diventa veicolo di una dimensione primordiale. Lo stesso Franchini, presente in conferenza stampa, ha sottolineato come la lingua partenopea sia ormai diventata una sorta di idioma universale del cinema, capace di arrivare direttamente ai sentimenti più autentici.

Vedere Vanessa Scalera nei panni di Angela è stato per lui come rivedere davvero sua madre, con gli stessi sguardi e la stessa somiglianza, tanto che quando l'ha vista ha potuto distaccarsi definitivamente dal personaggio che aveva raccontato nel suo memoir.

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