Il fuoco che ti porti dentro: Vanessa Scalera conquista Venezia
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Redazione Sport
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Il fuoco che ti porti dentro arriva al Festival di Venezia con Vanessa Scalera protagonista di un personaggio definito dall’attrice stessa un possibile “ruolo della vita”. Il film di Edoardo De Angelis porta sullo schermo la storia di Angela, una donna dal carattere estremo che entra nuovamente nella vita del figlio Antonio.
Vanessa Scalera interpreta una madre lontana dai cliché
Per dare forma ad Angela, Scalera ha dovuto costruire un riferimento completamente immaginario: l’attrice ha spiegato di non essere madre e di aver avuto una mamma molto diversa dalla figura rappresentata nel film. Il personaggio diventa così una prova interpretativa basata sulla ricerca di una donna esagerata nel bene e nel male, capace di risultare allo stesso tempo irresistibile, antica e ostile.
La protagonista descrive Angela come un’occasione rara per un’interprete, paragonando l’esperienza alla sensazione di entrare in campo e segnare un gol. La forza del ruolo nasce dalla sua complessità, perché mette al centro una figura femminile definita “dirompente e dionisiaca”, lontana da rappresentazioni più convenzionali della maternità.
Il ritorno di Edoardo De Angelis con una storia familiare
Il nuovo lavoro di De Angelis si presenta come una commedia familiare ambientata nel periodo natalizio e si inserisce nella tradizione del cinema italiano dedicato ai rapporti tra genitori e figli. La pellicola è tratta dall’omonimo romanzo di Antonio Franchini e rappresenta il settimo lungometraggio del regista napoletano.
La vicenda ruota attorno ad Antonio, interpretato da Lino Musella, un uomo che ha lasciato Napoli molti anni prima per costruire a Milano una famiglia e una carriera di successo come editor letterario. Il rapporto con Angela torna al centro quando la madre raggiunge il figlio durante le festività natalizie e appare intenzionata a non andarsene.
Il film in concorso a Venezia e il rapporto tra passato e presente
La presenza del film alla Mostra di Venezia lo colloca tra le opere presentate nell’edizione indicata come Venezia 83. L’adattamento cinematografico mantiene il nucleo del memoir di Franchini, concentrandosi sulle tensioni di una famiglia segnata dalla distanza, dai legami irrisolti e dal confronto tra due vite costruite in luoghi differenti.
L’ambientazione scelta per il racconto accompagna il contrasto tra il percorso autonomo intrapreso da Antonio e il ritorno improvviso di una figura materna che porta con sé un carattere difficile da ignorare. Il personaggio interpretato da Scalera diventa il punto attraverso cui il film esplora una presenza familiare intensa e capace di modificare gli equilibri personali.
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