Svezia-Italia Under 21, le scelte di Baldini e il peso specifico di una qualificazione che passa da Borås
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Redazione Sport
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È la trasferta svedese, a Borås, a fare da spartiacque per il cammino dell’Italia Under 21 verso l’Europeo del 2027, una partita che il ct Silvio Baldini ha voluto preparare senza lasciare spazio a fraintesi: serviva continuità, serviva la stessa identità mostrata nelle ultime uscite, e la formazione scesa in campo alle 18.30 riflette proprio questa necessità di stabilità, con il solo Kayode – e il ritorno di Fini dal primo minuto – a rappresentare le novità rispetto al modulo collaudato con la Macedonia del Nord. La posta in palio, d’altronde, era altissima: la Polonia, capolista del girone E, aveva già messo a segno il suo risultato nel primo pomeriggio, e per gli azzurrini, attualmente secondi a quota 18 punti, l’obiettivo era non perdere ulteriore terreno in vista dello scontro diretto che potrebbe decidere le sorti del gruppo.
Le scelte di formazione: la conferma del blocco viola e la gestione delle risorse
A dare una fisionomia precisa alla squadra è stato il cantiere aperto da Baldini, che ha confermato in blocco l’ossatura che aveva funzionato ad Empoli. L’attenzione, in particolare, si è concentrata sulla conferma dei due elementi di spicco della Fiorentina: il difensore Comuzzo e il centrocampista Ndour, entrambi titolari anche in questa sfida, a testimonianza di come il tecnico voglia blindare la cerniera centrale. Attorno a loro, il pacchetto arretrato vede Palmisani a difesa dei pali, protetto dalla linea composta da Kayode, Comuzzo, Chiarodia e Bartesaghi, mentre a centrocampo Lipani – con la fascia da capitano al braccio – agisce in cabina di regia affiancato proprio da Ndour e da Dagasso. Il tridente offensivo, poi, è quello che punta sulla velocità di Koleosho e sull’imprevedibilità di Fini, con Ekhator chiamato a fare da riferimento centrale.
Il contesto della gara: una rincorsa obbligata nel girone
La pressione sull’Under 21, in questa finestra di marzo, è data anche dal contesto più ampio che circonda il calcio italiano in una giornata in cui la Nazionale maggiore si appresta a scendere in campo; una circostanza, questa, che spesso finisce per oscurare i percorsi delle giovanili, ma che per Baldini rappresenta invece un’opportunità per dimostrare la profondità del movimento. La Svezia, dal canto suo, si è presentata al match con un 4-4-2 speculare rispetto alle ultime gare, con il ct Backstrom che ha schierato Bishesari tra i pali e una linea mediana composta da Antwi, Karlsson, Bjorklund e Sonko, incaricata di sostenere la doppia punta formata da Omorowa e Rafferty. Il vantaggio del fattore campo, per gli scandinavi, rappresentava l’unico vero elemento di disturbo per una Nazionale italiana che, sulla carta, poteva contare su un tasso tecnico superiore.
Il peso della gestione e l’attenzione alla fase difensiva
La partita, a prescindere dal risultato finale, è stata letta come un banco di prova per valutare la tenuta mentale di un gruppo che, fino a questo momento, ha alternato prestazioni brillanti a cali di concentrazione. La scelta di Baldini di schierare gli stessi interpreti della gara precedente – nonostante la panchina offrisse soluzioni come Cherubini, Ahanor o l’ex capitano Faticanti – ha sottolineato la volontà di non spezzare un equilibrio che, almeno nelle ultime uscite, aveva restituito solidità difensiva e fluidità in fase di possesso. D’altra parte, la Svezia di Backstrom si è affidata alla fisicità del suo centrocampo e alla capacità di ripartenza di Sonko, elementi che avrebbero potuto mettere in difficoltà la retroguardia azzurra, composta da elementi giovani ma già abituati a ritmi elevati.
In attesa di conoscere l’esito del match e le conseguenti ripercussioni sulla classifica, l’approccio di Baldini ha confermato una tendenza precisa: quella di lavorare per automatismi consolidati, provando a blindare il secondo posto per poi giocarsi il tutto per tutto nelle gare decisive, in un percorso di qualificazione che lascia ancora spazio a sorprese e a confronti diretti.




