L’addio a Pegli per Monica e Giorgia, il mare non restituisce i suoi figli senza lasciare tracce

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Oltre duemila persone hanno gremito la chiesa di San Francesco, nel quartiere genovese di Pegli, per l’ultimo saluto a Monica Montefalcone e alla figlia Giorgia Sommacal, vittime della tragedia subacquea avvenuta il 14 maggio alle Maldite.

Nell’edificio religioso, dove sui feretri di legno chiaro spiccava lo stendardo dell’Università di Genova, la folla – composta da studenti, colleghi accademici e residenti – ha rotto il silenzio soltanto con le preghiere, mentre una fotografia ritraeva madre e figlia davanti a un mare cristallino, quello stesso elemento che ne ha segnato il destino.

La cerimonia, officiata dall’arcivescovo Marco Tasca alla presenza del parroco don Pierino Cattaneo, ha visto la partecipazione del marito Carlo Sommacal, del figlio Matteo e del fidanzato di Giorgia, Federico, il quale ha trovato la forza di leggere un commosso messaggio d’addio.

Un dolore che attraversa l’ateneo e le aule universitarie

Professoressa associata di Ecologia, Monica Montefalcone era una figura amatissima nell’ambiente del Distav-UniGe, tanto che tra i banchi della chiesa si sono stretti i docenti Giorgio Bavestrello e Stefano Vanin, oltre al suo mentore scientifico Carlo Nike Bianchi.

A descriverne la profondità interiore è stato don Corrado Franzoia – il sacerdote che nel 2004 ne celebrò il matrimonio, definendolo una “autentica conversione” – il quale ha ricordato come la donna portasse tatuato sul braccio il salmo 23 del Buon Pastore: “Se dovessi camminare in una valle oscura non temerei alcun male”. Quel versetto, don Corrado lo ha interpretato come una sorta di premonizione, quasi che il Signore fosse andato a prendere Monica e Giorgia proprio in quel mare sommerso dove loro lo cercavano, stringendole per mano e portandole con sé.

Le altre esequie tra Padova e il Piemonte

Mentre a Genova la comunità si raccoglieva attorno alla famiglia Sommacal, analoghi momenti di commozione si sono consumati altrove per le altre vittime della stessa immersione: in Piemonte si erano già tenuti i funerali di Muriel Oddenino, biologa di 31 anni le cui ceneri saranno disperse nel mare di Finale Ligure, e di Federico Gualtieri, mentre a Padova, nella chiesa di Cristo Re, oltre trecento persone hanno accompagnato Gianluca Benedetti.

Il 44enne, manager della Albatros Top Boat e capobarca, è stato salutato dalla madre Paola e dalla compagna Silvia con un cuscino di rose bianche a coprire la bara; don Franco Rimano, che lo conobbe quand’era piccolo, ne ha ricordato l’amore per la libertà e la genuinità dei valori.

Il recupero dei corpi e i soccorritori finlandesi

Le operazioni per riportare a casa i cinque sub – rimasti intrappolati in una grotta profonda oltre 60 metri nell’atollo di Vaavu – sono state complesse e hanno richiesto l’intervento di una squadra specializzata finlandese composta da Sami Paakkarinen, Jenni Westerlund e Patrik Grönqvist, che hanno utilizzato rebreather a circuito chiuso e scooter subacquei per localizzare le salme.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha voluto conferire loro, motu proprio, l’onorificenza al Merito della Repubblica Italiana, riconoscendone il coraggio in un’operazione definita “ad alto rischio” dalle autorità maldiviane. L’inchiesta, ancora in corso, sta cercando di stabilire se l’immersione effettuata corrispondesse ai permessi rilasciati, mentre il ministero del Turismo locale ha disposto la sospensione della licenza della barca da cui il gruppo si era tuffato.

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