Cacciari attacca il Milan dopo il ko col Cagliari: «Sembrava in sciopero»

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   Il Milan è finito nel mirino di Massimo Cacciari dopo la sconfitta contro il Cagliari a San Siro, risultato che ha condannato i rossoneri all’Europa League e fatto esplodere la rabbia di tifosi e commentatori. Il filosofo, noto sostenitore milanista, ha usato parole molto dure nei confronti della squadra di Massimiliano Allegri durante un intervento a “Un giorno da pecora” su Radio Uno Rai. «Non esiste e fa schifo», ha detto riferendosi al Milan, aggiungendo di aver persino scommesso sul Cagliari e di aver vinto “cinque cene”. Una presa di posizione che fotografa il clima pesante attorno ai rossoneri dopo una delle sconfitte più contestate della stagione.

Cacciari ha condiviso anche il giudizio espresso da Matteo Salvini sul momento del club. «Salvini ha detto che questo Milan è indegno e non ci merita? Sono d’accordo con lui», ha dichiarato, insistendo sul fatto che la squadra abbia dato un’immagine irriconoscibile. Il filosofo ha parlato di un gruppo senza identità e senza reazione, arrivando a descrivere il Milan come una “squadra in sciopero”. Le sue parole si sono poi allargate all’atmosfera di San Siro, dove secondo lui il legame storico tra pubblico e squadra si starebbe progressivamente indebolendo. «È dura, durissima essere milanisti oggi», ha spiegato, soffermandosi sull’assenza di quello spirito di appartenenza che un tempo caratterizzava lo stadio.

La contestazione sul clima di San Siro

Nel suo intervento, Cacciari ha dedicato spazio anche al pubblico rossonero e al cambiamento vissuto sugli spalti di San Siro. Ha parlato di “turisti” presenti allo stadio, persone concentrate sui selfie mentre il Milan affondava nella partita decisiva per la stagione. Secondo il filosofo, un tempo sugli spalti erano presenti tifosi riconoscibili “dalla sciarpetta d’ordinanza e dalla sofferenza per novanta minuti”, mentre oggi il clima sarebbe molto diverso. Un’immagine che accompagna il momento difficile del club, arrivato al termine di una stagione chiusa senza qualificazione alla prossima Champions League e segnata da un finale particolarmente pesante.

Alla critica di Cacciari si è aggiunta quella del giornalista Enzo Bucchioni, che nel suo editoriale su TMW ha definito la serata contro il Cagliari “una delle più nere della storia recente del Milan”. Bucchioni ha parlato di “fallimento totale”, sottolineando come i rossoneri siano riusciti a farsi rimontare da una squadra già salva, buttando via la qualificazione Champions. Nel commento viene descritto come “incredibile e assolutamente inaccettabile” quanto mostrato in campo dalla squadra di Allegri, con il ko di San Siro trasformato nel simbolo di una stagione chiusa tra contestazioni e delusione.

L’esonero di Allegri e le ipotesi sul futuro

La sconfitta contro il Cagliari ha avuto conseguenze immediate anche sul piano societario. Dopo appena un anno si è chiusa la seconda esperienza di Massimiliano Allegri sulla panchina rossonera. Il club ha deciso di cambiare guida tecnica dopo il mancato accesso alla Champions League, arrivando all’esonero del tecnico toscano insieme all’uscita di altre figure dirigenziali. La decisione è maturata nelle ore successive al ko che ha escluso il Milan dalla principale competizione europea.

Attorno al futuro di Allegri continuano intanto a circolare indiscrezioni su una possibile nuova panchina. L’addio al Milan è arrivato in un clima di forte contestazione, alimentato dalle prestazioni della squadra e dalla delusione per il finale di campionato. Le parole di Cacciari e il giudizio espresso da altri osservatori raccontano la portata della crisi vissuta dai rossoneri nelle ultime settimane, culminata nella sconfitta contro il Cagliari e nell’esclusione dalla prossima Champions League.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.