Tregua tra Lega e Forza Italia dopo lo scontro sul Canone Rai
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Redazione Esteri
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Tra Forza Italia e Lega, ora volano gli insulti. Sfoderano un approccio zen, Antonio Tajani e Matteo Salvini, o almeno, questo è il copione al quale cercano di attenersi. «Non litigo mai con nessuno», dice il leader di Forza Italia. «Adesso niente e nessuno può farmi arrabbiare», gli fa eco l’alleato leghista. Concluso il percorso relax, servirebbe un chiarimento faccia a faccia. «E arriverà», scommettono i fedelissimi dei vicepremier.
La tregua nel centrodestra sarà siglata oggi pomeriggio in Consiglio dei ministri. L’accordo sul dl giustizia che approda sul tavolo di palazzo Chigi è stato raggiunto, si sta limando il testo riguardo ai poteri alla procura antimafia, ma tra FI e Lega non c’è alcun problema politico sul dossier. Martedì mattina la maggioranza darà il primo via libera in Commissione alla Camera al ddl sulla separazione delle carriere, che arriverà il 9 dicembre in aula, con semaforo verde previsto per gennaio.
Un’altra mattinata ad altissima tensione nel centrodestra, col portavoce di FI, Raffaele Nevi, fedelissimo di Antonio Tajani, che dà del «paraculetto» a Matteo Salvini. Solo sul finire del pomeriggio si arriva a una tregua, dopo le telefonate della premier, Giorgia Meloni, ai due vice, in cui chiede a tutti di abbassare i toni. Sul serio, alla svelta. «Altrimenti ci facciamo male», è il ragionamento.
Fedele Confalonieri, ex manager Mediaset ascoltato sempre dalla famiglia Berlusconi, arriva in Senato per partecipare al convegno sui «venti anni dalla legge Gasparri sull’editoria».




