Raccolta firme per alzare di 5 euro il prezzo delle sigarette, la mossa delle fondazioni scientifiche

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Una proposta di legge di iniziativa popolare, la prima nel suo genere in Italia, punta a modificare strutturalmente il mercato del tabacco e della nicotina introducendo un aumento di cinque euro sul prezzo di vendita. L’iniziativa, che vede unite nella promozione realtà di primo piano come AIOM, la Fondazione AIRC, la Fondazione Umberto Veronesi e la Fondazione AIOM, muove da un presupposto chiaro, ovvero che il prezzo sia uno degli strumenti più efficaci per disincentivare i consumi, specie tra le fasce più giovani della popolazione. La misura, come spiegato dai promotori, non si applicherebbe soltanto alle sigarette tradizionali ma estenderebbe il suo raggio d’azione a tutti i prodotti da fumo e da inalazione di nicotina, includendo quindi le sigarette elettroniche e il tabacco riscaldato, i quali, nonostante la percezione di minore danno, mantengono una dipendenza dalla sostanza e rischi per la salute.

Un atto di sanità pubblica dalle molteplici finalità

Durante la presentazione a Milano, il presidente della Fondazione AIOM, Francesco Perrone, ha definito la proposta “un atto di civiltà”, sottolineando come un aumento delle accise possa condurre a una riduzione tangibile del numero di consumatori e, di conseguenza, delle malattie correlate al fumo. Il fine, dunque, non è meramente fiscale ma sanitario, poiché si intende agire direttamente su uno dei principali fattori di rischio per patologie oncologiche e croniche. D’altronde, come ha osservato Giulia Veronesi, l’iniziativa si configura come una vera e propria campagna di sanità pubblica, la quale mira a rendere il fumo “poco sostenibile”, proteggendo in particolare chi ha minore accesso agli strumenti di prevenzione e sopportando, al tempo stesso, costi sociali elevati.

Le risorse per il Servizio Sanitario Nazionale

Oltre all’obiettivo primario di ridurre il tabagismo, la proposta di legge popolare prevede che le maggiori entrate generate dall’aumento del prezzo siano destinate al finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale. Si tratterebbe, in altre parole, di un meccanismo virtuoso: da un lato si scoraggia un comportamento dannoso, dall’altro si recuperano risorse aggiuntive da reinvestire nel sistema di cura, il quale attualmente sostiene spese ingentissime per trattare le patologie causate o aggravate dal fumo. Una parte di esse, dunque, tornerebbe a beneficio della collettività, creando un circolo che potrebbe alleggerire la pressione sulla sanità pubblica.

Come aderire alla campagna

La raccolta firme, partita ufficialmente in queste ore, rappresenta la fase operativa per tentare di portare la questione all’attenzione del Parlamento. I cittadini che intendono sostenere la proposta potranno sottoscriverla secondo le modalità previste dalla legge per le iniziative legislative popolari, recandosi presso i banchetti appositamente allestiti o seguendo le indicazioni che le fondazioni promotrici renderanno disponibili. Il successo di questa mobilitazione, che non ha precedenti nel panorama italiano sul tema specifico del prezzo del tabacco, dipenderà dalla capacità di coinvolgimento e dalla sensibilizzazione dell’opinione pubblica verso un tema che, pur nella sua complessità, ha implicazioni dirette sulla salute di molti.

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