Carmine Gallo, morto per infarto: in attesa dei risultati tossicologici
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Redazione Interno
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L’autopsia sul corpo di Carmine Gallo, l’ex commissario capo della Polizia di Stato di Rho, ha confermato che la morte è avvenuta per cause naturali, precisamente a seguito di un infarto. Il decesso, risalente al 9 marzo scorso, è stato accertato dopo le analisi disposte dalla Procura di Milano, che ha voluto fugare ogni dubbio sulla dinamica della scomparsa. Tuttavia, per avere un quadro completo, si attendono ancora i risultati degli esami tossicologici, richiesti per escludere la presenza di sostanze particolari nel suo organismo. Questi ultimi, come riferito, non saranno disponibili prima di 70 giorni, lasciando aperte alcune questioni che potrebbero chiarire ulteriori dettagli.
Carmine Gallo, 66 anni, era al centro di un’inchiesta milanese legata alla presunta rete di cyber spie della società Equalize, un caso che aveva attirato l’attenzione dei media e delle autorità giudiziarie. La sua morte, avvenuta nella sua abitazione a Garbagnate Milanese, ha sollevato interrogativi, anche se l’autopsia non ha rilevato segni di lesioni o punture sul corpo, confermando l’ipotesi dell’infarto. La Procura, nel corso delle indagini, ha disposto anche il sequestro del cellulare del superpoliziotto, un elemento che potrebbe rivelarsi utile per ricostruire gli ultimi momenti della sua vita e le eventuali connessioni con il caso Equalize.
I funerali di Gallo si terranno venerdì 14 marzo alle ore 16 nella basilica dei Santi Eusebio e Maccabei a Garbagnate Milanese, luogo che ha visto crescere e vivere l’ex commissario. La cerimonia, prevista nella stessa città dove è avvenuto il decesso, segna un momento di chiusura per la famiglia e per quanti lo hanno conosciuto, mentre le indagini proseguono per fare luce su una vicenda che ha tenuto banco nelle cronache giudiziarie.




