Red Bull, la rivoluzione aerodinamica della RB22 a Spielberg: ecco il pacchetto da sette novità per il GP di casa

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il caldo della Stiria avvolge il Red Bull Ring e il paddock della Formula 1 per il Gran Premio d’Austria 2026, appuntamento cruciale per la squadra di Milton Keynes che non ha certo lesinato gli sforzi in occasione della gara di casa. La Red Bull ha infatti deliberato un importante pacchetto di aggiornamenti, il più imponente dall'inizio della stagione, con l'obiettivo dichiarato di sbloccare le prestazioni della RB22 e invertire la rotta di un campionato fin qui vissuto in salita.

La vettura, che ha già conosciuto un primo step evolutivo a Miami, si presenta a Spielberg con una configurazione talmente rivisitata da poter essere definita, senza timore di smentita, una vera e propria versione B. Si tratta di una mutazione geometrica profonda che coinvolge le aree nevralgiche della monoposto, dalle pance al fondo, dalla sospensione posteriore fino all'ala e allo scarico, in una ricerca ossessiva di quel carico aerodinamico che è mancato per gran parte dell'anno.

La svolta nelle pance: l'eredità Mercedes per domare i flussi

Il cambiamento più evidente, e forse anche il più significativo in termini di filosofia progettuale, riguarda il ridisegno integrale delle pance e, in particolare, delle bocche d'ingresso dei radiatori. La Red Bull ha abbandonato il concetto precedente per abbracciare una soluzione che, nelle sue linee guida, si avvicina pericolosamente a quanto già visto sulla Mercedes, con un imbocco esteso verso il basso e verso il posteriore.

L’obiettivo di questa riprofilatura è duplice: da un lato, ottimizzare il flusso d'aria per garantire un raffreddamento adeguato dei radiatori, un aspetto tutt'altro che secondario considerando l'altitudine e il caldo previsti a Spielberg; dall'altro, e questo è il punto centrale, "disegnare" un andamento dei flussi che possa sigillare e potenziare il lavoro del fondo.

Per assecondare questa nuova geometria, è stato inevitabile ridisegnare l'intera fiancata e il cofano motore, con l'eliminazione del vassoio inferiore che caratterizzava l'inlet precedente, un intervento che potrebbe aver portato con sé anche un beneficio in termini di riduzione del peso e della resistenza all'avanzamento. Si tratta di un vero e proprio cambio di filosofia, un abiurare alcuni concetti per seguire strade già ampiamente battute e sviluppate a Brackley.

Dal fondo al retrotreno: la caccia al carico aerodinamico

Le modifiche alle pance hanno naturalmente generato un effetto a cascata sull'intera vettura, imponendo interventi mirati in tutte le zone sensibili per sfruttare al meglio la nuova distribuzione dei flussi. Il fondo aerodinamico, da sempre fonte primaria di carico, è stato oggetto di revisioni sottili ma cruciali, sia nella zona anteriore sia lungo la linea di giunzione con la carrozzeria, con l'intento di estrarre carico locale sfruttando la sinergia con le nuove pance.

Ma è al retrotreno che si gioca una fetta importante della partita: qui i tecnici hanno riprofilato le carenature dei bracci delle sospensioni per stabilizzare il flusso che investe quest'area e generare ulteriore carico, pulendo la zona dalle resistenze parassite per far lavorare il diffusore posteriore a pieno regime. L'attenzione ai dettagli si spinge fino ai mozzi posteriori e alle winglet, riprogettati per ottimizzare la gestione dei vortici.

Non è mancato un intervento sull'ala posteriore, con la modifica dei profili dei piloni di sostegno, un'area storicamente sensibilissima alle turbolenze, per estrarre più carico e stabilizzare il flusso.

Il gioiello nascosto: scarico e dettagli estremi per la prestazione

A completare il quadro di questa profonda evoluzione ci pensa un dettaglio tanto piccolo quanto significativo: il terminale di scarico. Sfruttando una piega del regolamento, che consente l'adozione di un supporto metallico per lo scarico stesso, la Red Bull ha introdotto una leggera sporgenza che parzializza il flusso dei gas caldi, indirizzandoli verso l'alto.

L'effetto di questa soluzione, già vista sulla Ferrari e da lì presa a modello da molteplici team, è quello di aumentare l'efficienza dell'ala posteriore e l'estrazione dei filetti d'aria dall'estrattore, generando un piccolo ma prezioso quantitativo di carico locale in una zona nevralgica. Questo aggiornamento, che nelle intenzioni del direttore tecnico Pierre Waché dovrebbe risolvere i problemi di maneggevolezza e la mancanza di carico che hanno afflitto la RB22, rappresenta un esame cruciale per tutto il team.

I sette interventi dichiarati, alcuni dei quali legati all'affidabilità, altri alla ricerca della prestazione pura, disegnano un quadro di impegno totale per riportare la squadra ai vertici.

Prime sensazioni contrastanti: Verstappen frena gli entusiasmi

Nonostante l'entusiasmo suscitato dall'imponente mole di lavoro, le prime sensazioni raccolte sul tracciato del Red Bull Ring sono state tutt'altro che incoraggianti. Max Verstappen, pur chiudendo la prima sessione di prove libere con il quarto tempo, a poco più di due decimi dal leader Kimi Antonelli, non ha nascosto le difficoltà nel trovare feeling con la vettura.

Il pilota olandese ha lamentato "poco feeling" e gomme troppo calde, oltre a problemi software che l'hanno costretto a fermarsi in pit lane per due volte nei primi venti minuti di sessione, mentre il compagno di squadra Isack Hadjar ha dovuto cambiare il motore, perdendo gran parte del tempo utile in pista e chiudendo dodicesimo.

"Si tratta di un passo avanti, ma sono sicuro che saranno necessari ulteriori passi per poter lottare per le vittorie", ha commentato Verstappen con cautela, evidenziando come questo fine settimana rappresenterà un banco di prova fondamentale per valutare l'efficacia della nuova direzione intrapresa da Milton Keynes, in una lotta per il titolo che vede i rivali come Mercedes, McLaren e Ferrari sempre più agguerriti.

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