Rhys nella storia degli Emmy: «Widow's Bay» domina con 14 premi

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La 78ª edizione dei Primetime Emmy Awards ha consegnato i suoi verdetti nella notte al Peacock Theater di Los Angeles, incoronando due produzioni che hanno segnato la stagione televisiva statunitense. Da una parte il trionfo annunciato di Widow's Bay, la horror comedy di Apple TV che ha chiuso la serata con 14 statuette complessive su 19 candidature, stabilendo un nuovo record per una serie comica in una singola edizione.

Dall'altra la conferma di The Pitt, il medical drama di HBO Max che ha bissato il successo dell'anno precedente nella categoria regina della miglior serie drammatica.

Il nome che ha catalizzato l'attenzione della serata è stato però quello di Matthew Rhys, l'attore gallese che ha scritto una pagina indelebile nella storia degli Emmy. Rhys ha vinto il premio come miglior attore protagonista in una serie comedy per il suo ruolo di Tom Loftis, il sindaco dell'isola infestata al centro di Widow's Bay, e nella stessa serata si è aggiudicato anche la statuetta come miglior attore protagonista in una miniserie o film TV per The Beast in Me, produzione Netflix in cui interpreta il sinistro magnate immobiliare Nile Jarvis.

Si tratta di un primato assoluto: nessun attore prima di lui aveva conquistato due premi da protagonista in categorie diverse nel corso della stessa cerimonia. Considerando anche il riconoscimento vinto nel 2018 per la serie drammatica The Americans, Rhys è ora il primo interprete maschile ad aver trionfato in tutte e tre le principali categorie attoriali.

Il palmarès della serie ideata da Katie Dippold si è rivelato imponente in ogni ambito tecnico e artistico. Oltre al premio per la miglior serie comedy e al riconoscimento per Rhys, Widow's Bay ha portato a casa le statuette per la miglior regia affidata a Hiro Murai, per la miglior sceneggiatura firmata dalla stessa Dippold, e per i due attori non protagonisti Stephen Root e Kate O'Flynn. A questi si aggiunge il premio per la miglior attrice ospite assegnato a Betty Gilpin, che contribuisce a fissare il primato delle quattordici statuette.

La serie, ambientata in una remota isola del New England apparentemente infestata da presenze sinistre, era arrivata alla cerimonia con il favore dei pronostici e non ha deluso le attese, superando il precedente record di 13 premi stabilito appena un anno prima da The Studio.

Sul fronte drammatico, The Pitt ha confermato la propria egemonia conquistando per il secondo anno consecutivo il titolo di miglior serie drammatica. La produzione ideata da R. Scott Gemmill, ambientata nel pronto soccorso di un ospedale di Pittsburgh, ha ottenuto complessivamente sette riconoscimenti, un bottino che quasi raddoppia quello dell'edizione precedente. Nel corso della serata è arrivato anche il bis per Noah Wyle, premiato nuovamente come miglior attore protagonista per la sua interpretazione del dottor Michael Robinavitch.

La serie partiva con il numero più alto di candidature dell'anno e ha saputo trasformare la vasta presenza nelle nomination in un successo tangibile, confermandosi come uno dei prodotti di punta del panorama televisivo statunitense.

La cerimonia, condotta da Mariska Hargitay, ha visto il riconoscimento anche per altre produzioni che si sono distinte nel corso dell'anno. DTF St. Louis ha chiuso la propria corsa con sette premi, posizionandosi a pari merito con il drama di HBO nella classifica delle serie più premiate alle spalle del dominio di Widow's Bay.

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