Un gallese innamorato a New York: chi è Matthew Rhys, che ha fatto la Storia degli Emmy
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Redazione Sport
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Matthew Rhys è salito sul palco degli Emmy 2026 per ben due volte nella stessa notte. E alla seconda occasione lo ha fatto quasi scusandosi, come se si sentisse in credito di spazio nella serata di qualcun altro. Prima il trofeo per The Beast in Me. Poi, a distanza di poche ore, quello per Widow’s Bay. Un’accoppiata che, nella Storia degli Oscar della tv, nessuno aveva mai centrato prima.
L’uomo dei record
Nato a Cardiff l’8 novembre 1974, Matthew Rhys Evans ha costruito una carriera fatta di ruoli che sfuggono alle etichette. Prima l’ufficiale sovietico Philip Jennings in The Americans, poi l’avvocato Perry Mason nella serie HBO, fino al giornalista Sir Harry Evans in Dragon Slayer. La stampa britannica lo ha soprannominato “Sir” proprio per quest’ultima interpretazione, un titolo scherzoso che Rhys non ha mai rivendicato. A 51 anni, l’attore gallese è diventato il primo interprete maschile a vincere un Emmy da protagonista in tutte e tre le categorie principali: drama, comedy e miniserie.
Il primo riconoscimento risale al 2018, sempre per The Americans. I due nuovi premi arrivano dalla stessa serata, il 14 settembre, al Peacock Theater di Los Angeles.
Widow’s Bay e il record delle 14 statuette
La serie Apple TV sugli eccentrici abitanti di un’isola infestata del New England è stata incoronata miglior commedia e ha chiuso la 78esima edizione degli “Oscar della tv” con 14 statuette, più di qualsiasi altro titolo e nuovo record assoluto per una commedia in una sola edizione. Superato il primato di 13 stabilito appena un anno fa da The Studio. Widow’s Bay ha conquistato anche i premi per la regia di Hiro Murai e per la sceneggiatura di Katie Dippold, mentre Stephen Root e Kate O’Flynn hanno vinto nelle categorie di supporto.
Il sindaco Tom Loftis e la maledizione dell’isola
In Widow’s Bay, Rhys interpreta Tom Loftis, sindaco di una fittizia isola a 40 miglia dalla costa del New England. Un uomo determinato a risollevare le sorti di una cittadina in declino, senza Wi-Fi e con una copertura cellulare intermittente, abitata da persone convinte che la loro terra sia maledetta. Loftis cerca di trasformarla in una meta turistica, ma i suoi sforzi si scontrano con antiche leggende che, dopo decenni di calma, ricominciano a manifestarsi. La serie, ideata da Katie Dippold e diretta da Hiro Murai, ha debuttato il 29 aprile con i primi tre episodi su dieci.
Rhys ne è anche produttore esecutivo.
Il Galles e il discorso della vittoria
Nel discorso per la premiazione di Widow’s Bay, l’attore originario di Cardiff ha ringraziato «il grande e buono popolo del Galles, che mi ha sostenuto tanto quanto chiunque altro. Siamo una nazione piccola ma potente. È incredibile». E ancora: «Sono un po’ euforico e un po’ frastornato». Parole che arrivano da un interprete che, nella stessa serata, ha ritirato anche il premio per The Beast in Me, thriller psicologico Netflix in cui veste i panni di un presunto omicida. «È stato uno shock», ha ammesso, «come sicuramente avrete capito dal discorso sconclusionato che ho fatto».
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