Realco, il Tribunale di Bologna fissa la vendita senza incanto per negozi e immobili

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Redazione Economia Redazione Economia   -   A distanza di quasi un mese dal tentativo di cessione del Gruppo Realco, andato in gran parte deserto, il Tribunale di Bologna ha disposto una nuova procedura di vendita senza incanto per il complesso delle attività e per il patrimonio immobiliare della cooperativa reggiana. L’udienza è stata fissata per il 4 e 5 agosto 2026, presso l’Aula delle Colonne del tribunale di via Farini.

Un nuovo passaggio, questo, che segue l’esito deludente dell’asta del 10 giugno scorso, quando nessuna offerta era stata presentata per i quattro lotti principali, mentre veniva perfezionata l’acquisizione di nove punti vendita da parte del gruppo Conad.

La procedura di vendita, che si inserisce nell’ambito del percorso concordatario in via prenotativa avviato per far fronte alla grave crisi economico-finanziaria che ha investito la cooperativa, punta ora a smaltire le rimanenze di un perimetro aziendale che comprende 40 punti vendita, un cash & carry, un terreno edificabile e diversi immobili.

L’asta per i rami d’azienda: due lotti e poi lo “spezzatino”

Il cuore della nuova tornata di vendita riguarda i rami d’azienda dei punti vendita ancora in capo al gruppo, che fanno capo alle insegne Sigma, Ecu ed Economy. Il meccanismo della vendita senza incanto, come già previsto nella precedente procedura, privilegia la cessione in blocco. Il primo lotto, con un prezzo base di 9 milioni e 785 mila euro, comprende un perimetro di 40 punti vendita e i relativi rami d’azienda, la maggior parte dei quali gestiti dalla controllata Gedis o attraverso contratti di affitto d’azienda.

L’oggetto della vendita non si limita alla titolarità dei rami, ma include l’intera struttura organizzativa, i dipendenti, le attrezzature e i cespiti mobili necessari per l’attività. In caso di assenza di offerte per il primo lotto, il notaio delegato dichiarerà la diserzione dell’incanto e procederà con il secondo lotto, valutato 5 milioni e 800 mila euro, che racchiude 11 punti vendita.

Se anche questo secondo esperimento dovesse andare deserto, la procedura si articolerà ulteriormente nella vendita dei singoli lotti residui – il cosiddetto “spezzatino” – in un tentativo di smobilizzare l’intera rete.

La vendita separata del patrimonio immobiliare

Parallelamente alla cessione delle attività commerciali, il Tribunale di Bologna ha disposto la vendita senza incanto del patrimonio immobiliare del Gruppo Realco. L’avviso, pubblicato nei giorni scorsi, riguarda nove immobili e un terreno edificabile di proprietà della cooperativa, a cui si aggiunge un ulteriore immobile della controllata Ipermontecchio Srl. L’asta per gli immobili è fissata per il pomeriggio del 5 agosto, sempre presso l’Aula delle Colonne del tribunale di Bologna.

Anche in questo caso, le offerte dovranno essere depositate in busta chiusa presso l’Ufficio Unico Vendite entro le ore 12 del 3 agosto 2026, con l’indicazione del lotto per cui si concorre. La vendita del comparto immobiliare rappresenta un tassello fondamentale per il soddisfacimento dei creditori, in un quadro che, dopo il flop dell’asta di giugno, si era fatto particolarmente complesso per la liquidità della società.

L’ombra del precedente e la questione occupazionale

La nuova procedura arriva a valle di un tentativo di cessione andato sostanzialmente a vuoto. Il 10 giugno scorso, infatti, le buste per i lotti da 1 a 4 – che comprendevano il perimetro aziendale principale, il centro distributivo e la sede di via Pertini a Reggio Emilia – erano rimaste senza alcuna offerta. Solo il lotto numero 5, relativo a nove punti vendita, era stato aggiudicato per 22 milioni di euro alle società del gruppo Conad.

Questo esito aveva già acceso un campanello d’allarme per i sindacati, che avevano espresso forte preoccupazione per il futuro occupazionale dei circa 1.200 addetti del gruppo.

La vicenda, che coinvolge in modo particolarmente duro la provincia di Piacenza – con quattro supermercati chiusi e 56 lavoratori in cassa integrazione – ha già visto l’intervento dei sindaci e delle organizzazioni sindacali, che continuano a chiedere soluzioni per preservare i posti di lavoro e garantire la continuità dei servizi sul territorio.

Le condizioni per le offerte

L’avviso di vendita predisposto dal Tribunale di Bologna disciplina anche l’eventualità di più offerte valide e uguali. In tal caso, nel caso in cui nessuno degli offerenti intenda partecipare alla gara, il Gruppo Realco e gli organi della procedura si riserveranno di valutare le proposte nella prospettiva del migliore soddisfacimento dei creditori, ma anche della salvaguardia occupazionale e delle garanzie offerte.

Un elemento, quest’ultimo, che conferma la delicatezza di una procedura che non riguarda solo un patrimonio aziendale, ma una rete commerciale diffusa e una struttura organizzativa con un impatto sociale rilevante. Le offerte per entrambe le aste dovranno pervenire in busta chiusa entro i termini stabiliti, mentre l’esito dell’udienza del 4 e 5 agosto fornirà indicazioni più precise sul futuro delle attività che, fino a quel momento, sono rimaste senza acquirente.

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