L’eredità – Sfida tra giganti, la seconda serata porta in studio Delogu, Leo, Friscia e Tortora
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Torna l’appuntamento con il game show più longevo della televisione italiana, e lo fa calcando la scena del prime time con il secondo dei due speciali dedicati alla storia del programma. Dopo il successo di ascolti registrato venerdì 20 febbraio, quando la sfida tra i campioni ha raccolto davanti al video 2.563.000 spettatori, per una media del 17.4 per cento di share come certificano i dati Auditel -2, Rai 1 ripropone anche per la serata di sabato 21 febbraio la formula che unisce la competizione tra i concorrenti più forti di sempre all’intrattenimento leggero portato in studio dai volti noti dello spettacolo. Marco Liorni, padrone di casa ormai identitario del format, conduce la seconda puntata confermando quello stile misurato che gli consente di alternare il rigore necessario a gestire le meccaniche di gioco – cosa non semplice, considerata la complessità delle fasi eliminatorie – con la leggerezza richiesta dalla presenza di ospiti che del racconto autobiografico e della battuta fulminea fanno il loro punto di forza.
I campioni e il loro ritorno alla ghigliottina
Sei concorrenti, quelli selezionati per questa edizione speciale, che nelle rispettive stagioni hanno letteralmente fatto incetta di premi, tornano a sedersi dietro i leggii per contendersi l’accesso alla Superghigliottina, la versione potenziata del gioco finale che da vent’anni tiene col fiato sospeso il pubblico. Guido Gagliardi, il cui nome è legato a una vincita complessiva di 316.250 euro, Christian Giordano con i suoi 310.625 euro e Gabriele Paolini, reduce da trentatré puntate consecutive che gli hanno fruttato circa 300.000 euro, rappresentano la punta di diamante di una classifica che vede poi Daniele Alesini – medico oncologo capace di portare a casa 285.000 euro nella sua avventura del 2024 –, Giacomo Candoni con 188.750 euro e Martina Crocchia, che di euro ne ha accumulati 158.125, completare un parterre di eccezionale livello -1-4. La sfida, va da sé, non è soltanto una questione di nozioni: la pressione della diretta, la consapevolezza di avere già un record personale alle spalle e la volontà di riconquistare quel momento di gloria televisiva trasformano ogni manche in un piccolo saggio di psicologia applicata al gioco. Chi riuscirà a mantenere la lucidità necessaria per arrivare all’agognata parola finale, tra l’altro, lo scopriremo solo nel corso della serata.
Il cast artistico della seconda puntata
Se nella prima serata erano stati Francesco Totti e Carlo Verdone, insieme a Letizia Arnò e Paolo Vallesi, a intrattenere il pubblico con aneddoti e improvvisazioni comiche -3-8, per l’appuntamento di sabato il copione cambia ma non la sostanza. Toccherà ad Andrea Delogu, a Edoardo Leo, a Sergio Friscia e a Max Tortora raccogliere quel testimone fatto di leggerezza e complicità con i concorrenti, interagendo con loro e con il conduttore in quella zona ibrida che è propria dei varietà televisivi, a metà tra la gara vera e propria e il talk show disimpegnato. I quattro, ciascuno con il proprio registro espressivo – dalla Delogu abituata a muoversi tra conduzione e intrattenimento puro, a Leo attore e regista che del racconto ironico ha fatto una cifra stilistica, per non parlare della verve comica di Friscia e della presenza scenica di Tortora –, avranno il compito di alleggerire la tensione dei campioni e di regalare al pubblico quel pizzico di spettacolo che trasforma una gara in un evento.
La macchina del programma e i suoi ingranaggi
Dietro la riuscita di queste due serate speciali, va detto, c’è una macchina organizzativa collaudata, quella che vede la collaborazione tra la Rai e Banijay Italia, e che ha scelto di celebrare il ventennale della ghigliottina non con uno speciale celebrativo in studio, ma con un prodotto che mettesse al centro i protagonisti veri del programma: i concorrenti. Non vanno dimenticate, in questo meccanismo, neppure le cosiddette “professoresse”, Greta Zuccarello e Linda Pani, figure ormai stabilmente inserite nell’ecosistema del quiz, la cui presenza silenziosa ma costante aiuta a creare quella familiarità visiva che il pubblico del preserale e della prima serata dimostra di apprezzare -4-10. La loro eleganza e la loro competenza, peraltro, contribuiscono a definire l’estetica del programma, quel mix di sapere accademico e intrattenimento popolare che da sempre costituisce il marchio di fabbrica dell’Eredità.




