Artemis II, il gigante lunare della Nasa è sulla rampa di lancio

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Il ritorno dell'uomo sulla Luna, un saggio complesso di tecnologia e volontà politica che si dipana da anni, ha compiuto un passo concreto e visibile quando il razzo Space Launch System, un colosso di novantotto metri, ha toccato la storica rampa 39B del Kennedy Space Center. L'arrivo è avvenuto nella serata del 17 gennaio in Florida, corrispondente alla notte tra il 18 e il 19 gennaio in Italia, dopo un trasferimento che, iniziato nella prima mattinata locale, ha impegnato quasi dodici ore per coprire i sei chilometri e quattrocento metri che separano l'edificio di assemblaggio dalla piattaforma. Un percorso lento e maestoso, seguito da migliaia di occhi, che ha segnato il passaggio dalla fase di preparazione a quella operativa immediatamente precedente il lancio.

Un viaggio nella storia spaziale

Il crawler, il gigantesco trasportatore cingolato che ha sollevato la struttura, ha ripercorso un tragitto carico di memoria, verso la stessa rampa che vide partire, ormai più di mezzo secolo fa, le missioni Apollo dirette al nostro satellite. Quel percorso, che qualcuno degli spettatori più anziani poteva aver già visto in epoche diverse, collegava idealmente due capitoli distinti dell'esplorazione spaziale statunitense, accomunati dall'ambizione di spingere gli esseri umani oltre i confini noti. La capsula Orion, agganciata in cima al razzo, rappresenta l'evoluzione tecnologica di quel progetto, mentre lo SLS, con la sua potenza senza precedenti, ne costituisce la forza propulsiva necessaria.

Verso i test critici prima del lancio

Con il veicolo ora stabilmente posizionato, gli ingegneri della Nasa si concentreranno su una serie di verifiche finali, tra le quali spicca la cosiddetta "prova generale in costume", una simulazione completa della procedura di lancio che include il caricamento dei propellenti criogenici nei serbatoi. Si tratta di un passaggio delicatissimo, perché mette alla prova non solo i sistemi meccanici e di controllo, ma anche le procedure di sicurezza e la risposta dell'intera catena operativa. Superato questo scoglio, che richiederà diversi giorni di lavoro meticoloso, l'agenzia spaziale potrà confermare con maggiore certezza la prima finestra di lancio utile, indicata a partire dal 6 febbraio 2026, pur senza aver ancora reso nota una data ufficiale e definitiva.

Il significato della missione Artemis II

La missione, che non prevede un allunaggio ma un volo circumlunare con un equipaggio a bordo, servirà a collaudare in condizioni reali ogni aspetto del sistema integrato, dalla tenuta della navicella durante il viaggio di andata e ritorno alle manovre in orbita lunare, fino alla cruciale fase di rientro nell'atmosfera terrestre ad altissima velocità. È un test di sistema, fondamentale per garantire che ogni componente, dallo scudo termico ai sistemi di supporto vitale, funzioni come previsto prima di affidare alla medesima architettura la sorte degli astronauti che, nelle missioni successive, dovranno discendere sulla superficie. L'evento, quindi, non segna solo un ritorno fisico alla Luna, ma rappresenta la premessa metodologica e tecnologica per stabilirvi, in futuro, una presenza duratura.

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