Arriva l'inverno con la neve in collina, ma al Sud resiste il caldo

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Dopo un periodo insolitamente mite, che ha caratterizzato gran parte del territorio nazionale con temperature ben al di sopra delle medie stagionali, l’assetto meteorologico è sul punto di subire una svolta decisa, segnando l’ingresso ufficiale della stagione invernale. L’Europa centro-occidentale, infatti, si appresta a fare i conti con la prima significativa irruzione di aria fredda, di stampo artico, la quale, muovendosi dal nord Europa verso il bacino del Mediterraneo, favorirà un peggioramento delle condizioni generali. Questo cambiamento, del resto, si tradurrà in un brusco calo delle temperature, che in molte zone potrà essere percepito come un raffreddamento di anche dieci gradi, e nell’arrivo di precipitazioni, che assumeranno carattere nevoso a quote insolitamente basse per il periodo.

L'analisi degli esperti

Manuel Mazzoleni di 3bmeteo.com ha chiarito la dinamica in atto: “Nel corso della settimana l'Europa centro-occidentale assisterà alla prima irruzione fredda di stampo invernale, che favorirà locale maltempo, un brusco calo delle temperature e i primi fiocchi a medio-bassa quota tra Francia, Benelux, Regno Unito e Germania, nonché a quote collinari anche sulle nostre regioni centro-settentrionali”. Questa potente discesa di aria artica, che alcuni modelli previsionali definiscono senza precedenti per l’intensità in questa fase dell’anno, provocherà un drastico abbassamento del termometro, con la neve che potrebbe fare la sua comparsa già intorno ai 1000 metri sull’arco alpino, ma con la possibilità concreta di imbiancare anche alcuni rilievi collinari. Gli analisti meteo ricordano come situazioni analoghe, ovvero cadute repentine delle temperature accompagnate da nevicate montane precoci, tendano a verificarsi proprio quando un “pool” freddo si estende in direzione sud-ovest, un fenomeno che, seppur non eccezionale, segna sempre una cesura netta con il pattern meteorologico precedente.

La situazione regionale

Mentre il Nordest dell’Italia, in particolare il Friuli, continua a essere colpito da un maltempo durissimo che sta creando non poche preoccupazioni, le previsioni per altre aree del nord appaiono più contenute. Meteotrentino, ad esempio, per la provincia di Trento offre previsioni tutto sommato rassicuranti, pur annunciando un cambiamento imminente: "Da giovedì avremo aria fredda in quota, tempo prevalentemente nuvoloso, con temperature invernali e precipitazioni sparse associate a neve a quote piuttosto basse". Già a partire da giovedì 20, quindi, è atteso l’ingresso di una perturbazione che porterà con sé piogge battenti su molte regioni, accompagnate, come detto, da nevicate sulle Alpi. L’effetto dell’altitudine, in questi frangenti, diventa determinante; si stima, non a caso, che per ogni cento metri di quota si perda circa un grado centigrado, un dato che spiega la rapidità con cui il paesaggio montano si trasforma.

Il contrasto con il Mezzogiorno

Se il centro-nord si prepara a un autentico battesimo dell’inverno, le regioni meridionali e le isole maggiori continuano a godere, per il momento, di temperature miti, che sembrano resistere all’avanzata del fronte freddo. Questa condizione di relativa tranquillità, tuttavia, non è destinata a durare a lungo, poiché l’ondata di aria artica è prevista estendersi progressivamente verso sud nel corso del weekend successivo. Il marcato contrasto termico tra le due macro-aree del paese è una chiara testimonianza della turbolenza atmosferica in atto, la quale, se da un lato regala ancora sprazzi di tiepido sole al Mezzogiorno, dall’altro sta già costringendo le località montane a un repentino cambio di stagione, con tutto ciò che ne consegue in termini di preparativi e di adattamento del territorio.

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