Bonus 2026, tra conferme e addii: la guida alle agevolazioni per la famiglia
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Redazione Economia
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La geografia degli aiuti statali si ridisegna, anche per il 2026, attraverso una serie di conferme e di rimodulazioni che segnano, in maniera definitiva, il tramonto di alcune delle misure più generose del recente passato. La Legge di Bilancio, infatti, non si limita a prorogare semplici sussidi ma interviene con precisione chirurgica, selezionando i destinatari e ricalibrando gli importi, in un quadro generale che privilegia target specifici e un uso più razionale delle risorse pubbliche. Mentre si consolida un approccio più selettivo, legato spesso alla situazione economica del nucleo familiare, alcune agevolazioni – un tempo considerate pilastri dell’intervento pubblico – vengono meno, lasciando spazio a un sistema che punta su continuità solo per gli strumenti ritenuti più efficaci.
Il bonus mobili ed elettrodomestici resta in vigore
Tra le poche detrazioni a sopravvivere pressoché immutate, nonostante il vento di riforma, figura il bonus per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici. L’ultima legge di bilancio ha prorogato questa agevolazione, che consente di fruire di una detrazione Irpef pari al 50% delle spese sostenute, anche per l’anno in corso. Come specificato dall’Agenzia delle Entrate, che ha aggiornato la propria guida dedicata, la possibilità è sancita dall’articolo 1, comma 22, della legge n. [omissis]. Si tratta di una misura che, pur mantenendo la sua struttura originaria, rimane vincolata a interventi di ristrutturazione edilizia, circostanza da non trascurare per chi intenda avvalersene. La sua conferma rappresenta un segnale di stabilità in un panorama, quello delle detrazioni fiscali, altrimenti in forte evoluzione.
Il nuovo volto dei bonus edilizi: fine di un'era
Ben diverso è il discorso che riguarda il vasto capitolo degli incentivi per la casa, dove la svolta è netta e irreversibile. La Legge di Bilancio 2026 ridefinisce in modo sostanziale il sistema dei bonus edilizi, sancendo la fine definitiva di alcuni strumenti – come l’ecobonus e il sismabonus nella loro formulazione più ampia – che per anni hanno trainato il settore delle costruzioni. Ciò che rimane, come confermato dalle nuove disposizioni, è un quadro molto più snello e mirato, dove sopravvivono esclusivamente alcune agevolazioni chiave legate agli interventi di ristrutturazione ordinaria. La transizione, già avviata negli scorsi esercizi, si completa dunque quest’anno, archiviando una stagione di super-deduzioni che hanno lasciato un segno profondo, non solo sul mercato immobiliare ma anche sui conti pubblici.
Misure per il welfare: la Carta acquisti e gli aiuti per l'istruzione
Sul fronte del sostegno al reddito e alle spese per i figli, il panorama si presenta frammentato, con alcuni strumenti che vengono riconfermati e altri che, invece, lasciano il campo. Tra le misure attive permangono gli aiuti per il materiale scolastico e alcune forme di agevolazione per le spese energetiche, sebbene con criteri di accesso più rigorosi e importi generalmente rivisti al ribasso. Viene mantenuta, seppur con parametri Isee probabilmente più stringenti, anche la Carta acquisti, strumento fondamentale per il supporto alle famiglie in condizioni di maggiore fragilità economica. La tendenza generale, del resto, è proprio questa: privilegiare chi si trova in una condizione di basso reddito, riducendo progressivamente la platea dei beneficiari per quelle misure che, in origine, avevano un carattere universale o semi-universale. La selezione, spesso criticata ma ritenuta necessaria, diventa il criterio guida per l’accesso al welfare.




