Mediobanca, Melzi d'Eril ridisegna la squadra tra conferme e addii

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Dietro le quinte di Piazzetta Cuccia, dove i lavori per la "nuova Mediobanca" procedono senza sosta, l'amministratore delegato Alessandro Melzi d'Eril ha avviato, nei suoi primi cento giorni, un articolato ridisegno dei vertici operativi. Una riorganizzazione che, secondo quanto riferito da fonti finanziarie, punta su un mix di risorse interne e nuovi ingressi, con l'obiettivo dichiarato di rafforzare settori strategici come il wealth e private banking, i quali, va ricordato, contribuiscono oggi per circa un quarto ai ricavi totali del gruppo.

Il potenziamento del private banking

In questo contesto, una delle mosse più significative riguarda Francesco Grosoli, attuale amministratore delegato di Cmb Monaco, al quale verrà affidata anche la responsabilità di Mediobanca Private Banking. Una doppia funzione, questa, che gli imporrà di dare maggiore proiezione internazionale a un business di fondamentale importanza. Parallelamente, Gian Luca Sichel, già alla guida di Mediobanca Premier e Compass, estende il proprio raggio d'azione assumendo anche il ruolo di direttore generale di Mediobanca Premier, in un consolidamento di poteri che sottolinea la centralità di quell'area.

Le uscite e il clima interno

Se da un lato si registrano, dunque, promozioni e allargamenti di deleghe, dall'altro il riassetto comporta inevitabilmente anche dei distacchi. Lorenzo Bassani, che finora ha ricoperto la carica di direttore generale di Premier, è destinato a lasciare il gruppo. Una circostanza, la sua, che non sembra isolata, se è vero quanto scritto da un quotidiano economico in un articolo non firmato, spesso attribuibile alla direzione, il quale lasciava intendere come altri manager di primo piano stessero meditando l'addio. Un clima, quello descritto, che supererebbe le "ragionevoli previsioni" per l'ingresso di un amministratore delegato espressione di un'opa ostile, e che renderebbe la rotta ancora "lungi dall'essere saldamente mantenuta".

La strategia tra continuità e rinnovamento

L'azione di Melzi d'Eril si configura, pertanto, come un'opera di bilanciamento tra continuità e rinnovamento, concentrandosi su quelle funzioni di staff e su quei business da cui ci si aspetta la spinta per la crescita futura. Il recente strategy day tenutosi a gennaio è servito a tracciare un primo bilancio, ma la partita per il definitivo assestamento della struttura dirigenziale appare ancora aperta. Le scelte, che combinano valorizzazioni interne e innesti esterni, delineano una mappa di potere in evoluzione, nella quale ciascuno dei protagonisti sarà chiamato a misurarsi con nuove e più ampie responsabilità.

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