Melzi d'Eril ridisegna la squadra di vertice in Mediobanca
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Redazione Economia
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Una nuova fase organizzativa è stata avviata in Mediobanca, per mano dell'amministratore delegato Alessandro Melzi d'Eril, il quale ha definito la scorsa settimana un importante riassetto della struttura dirigenziale. L'obiettivo strategico, che si colloca in un periodo di trasformazione per il gruppo, è quello di consolidare e potenziare le attività nel private banking di fascia alta, orientandole verso una scala sempre più internazionale e in vista della complessa integrazione successiva all'acquisizione di Monte dei Paschi di Siena. I lavori per questa nuova configurazione procedono, come spesso accade, dietro le quinte delle decisioni aziendali, delineando un percorso che punta a dare stabilità e una direzione precisa al colosso finanziario.
Il valzer dei manager tra conferme e addii
Il ridisegno della squadra di vertice, secondo quanto riportato da fonti finanziarie, ha visto una serie di mosse significative. Gian Luca Sichel, già amministratore delegato di Mediobanca Premier e Compass, ha ampliato il proprio raggio d'azione assumendo anche la direzione generale della stessa Mediobanca Premier. Un percorso inverso, invece, è stato quello di Lorenzo Bassani, il quale, dopo aver ricoperto il ruolo di direttore generale di Premier, è destinato a lasciare il gruppo. Questi movimenti, che alcuni osservatori interpretano come un naturale ricambio in periodi di transizione, si inseriscono in un contesto più ampio di cambiamenti nel panorama del private banking italiano.
Un clima di transizione e il deflusso verso Deutsche Bank
Il clima di incertezza e riassetto seguito all'acquisizione di Mediobanca da parte di Monte dei Paschi di Siena, perfezionata alla fine del 2025, ha infatti prodotto altri effetti sul mercato. Circa una dozzina di banchieri di primo piano, figure di spicco della storica istituzione di Piazzetta Cuccia, hanno scelto di lasciare l'istituto per approdare in Deutsche Bank. La banca tedesca, come riportato dal Financial Times, mira a rafforzare la propria presenza nel segmento più redditizio della gestione dei grandi patrimoni, cogliendo l'opportunità offerta da questo momento di transizione. Si tratta di un movimento che, seppur contenuto numericamente, segnala la vivacità competitiva del settore e la ricerca di stabilità da parte di alcuni professionisti.
Il rafforzamento del perno wealth management
Nei suoi primi cento giorni alla guida, Melzi d'Eril ha pertanto avviato la riorganizzazione della merchant bank puntando su un mix di manager interni e nuovi ingressi, con l'intento di creare una struttura coesa e proiettata al futuro. Al centro del riassetto, non a caso, c'è il rafforzamento del wealth e private banking, un'area che negli ultimi dieci anni ha trainato in modo significativo la crescita dell'istituto e che oggi contribuisce per circa un quarto dei ricavi complessivi. In quest'ottica, una nomina di rilievo è quella di Francesco Grosoli, amministratore delegato di Cmb Monaco, al quale verrà affidata anche la responsabilità di Mediobanca Private Banking. A lui spetterà il compito, cruciale per la strategia delineata, di dare una maggiore proiezione internazionale al business, cercando di bilanciare le competenze consolidate con una visione di ampio respiro.




