Nathan Trevallion vede una nuova casa, possibile soluzione abitativa per la famiglia del bosco
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Redazione Interno
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La mattina di giovedì 12 marzo, Nathan Trevallion ha visitato una nuova abitazione, situata nei pressi del vecchio casolare di Palmoli, che potrebbe accogliere lui e la moglie Catherine Birmingham in attesa di un definitivo chiarimento sulla loro situazione giudiziaria. Ad accompagnarlo nel sopralluogo, come confermato all’Ansa da Armando Carusi, il ristorante che da mesi offre alla coppia un alloggio in comodato d’uso gratuito, c’erano lo stesso Carusi e il sindaco della cittadina abruzzese. La casa, secondo quanto riferito, è di nuova costruzione, isolata e si trova a soli dieci minuti dal rudere dove la famiglia viveva fino allo scorso novembre, un elemento che potrebbe facilitare un eventuale ricongiungimento con i figli, qualora le condizioni poste dalla magistratura venissero soddisfatte. Il contratto per il bed & breakfast attualmente occupato da Nathan e Catherine, si apprende, scadrà tra qualche settimana, alla fine di marzo, rendendo necessario e urgente trovare una sistemazione alternativa e stabile.
Una notizia smentita, quella del bambino in sciopero della fame, e le visite istituzionali
Mentre il padre dei tre bambini compie passi concreti verso un futuro abitativo diverso, dalla casa famiglia di Vasto, dove i minori sono ospitati dallo scorso 20 novembre, giungevano notizie contrastanti che hanno aggiunto ulteriore complessità a una vicenda già di per sé intricata. Fonti vicine alla famiglia avevano diffuso la notizia secondo cui uno dei due gemelli di sette anni avrebbe iniziato uno sciopero della fame, rifiutandosi di mangiare fino al ritorno della madre, allontanata dalla struttura su ordinanza del Tribunale dei minorenni dell’Aquila. La notizia, che aveva immediatamente fatto il giro delle agenzie, è stata però smentita poche ore dopo da Alessandra De Febis, Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Abruzzo. De Febis, che ha visitato la struttura e pranzato con i bambini sia lunedì che mercoledì, ha dichiarato di aver constatato personalmente l’assenza di qualsiasi forma di protesta alimentare da parte dei piccoli, sottolineando come la diffusione di informazioni non verificate rischi di alterare la percezione di un caso che richiederebbe invece la massima riservatezza.
La Garante nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza, Marina Terragni, si è recata a Vasto proprio nella giornata di giovedì per fare luce sulla situazione, e il suo arrivo era stato inizialmente messo in relazione con la notizia dello sciopero, poi rivelatasi infondata. A queste visite si aggiungeranno a breve quelle degli ispettori del ministero della Giustizia, inviati dal Guardasigilli Carlo Nordio al Tribunale dei minori dell’Aquila con il compito di valutare l’operato dei giudici e degli altri attori coinvolti nella complessa procedura di allontanamento dei minori dalla madre.
La ricerca di una nuova dimora e la scadenza imminente dell’alloggio provvisorio
La visita alla nuova casa rappresenta un passaggio cruciale per dimostrare, nei fatti, la volontà della coppia di adeguarsi alle prescrizioni del tribunale, che aveva motivato la sospensione della responsabilità genitoriale anche con l’inadeguatezza del rudere nel bosco, privo di acqua corrente e servizi igienici. La scelta del padre di visionare personalmente l’immobile, descritto come confortevole e vicino al luogo che fu il loro rifugio, si inserisce in quel percorso di maggiore collaborazione con le istituzioni che la curatrice speciale dei minori, l’avvocata Marika Bolognese, aveva già avuto modo di definire “confortante” in una relazione depositata alla Corte d’Appello lo scorso dicembre. In quell’occasione, la curatrice aveva riconosciuto come i genitori avessero abbandonato l’atteggiamento di chiusura iniziale, accettando, tra le altre cose, le cure mediche per i figli e l’intervento di una maestra a domicilio per la loro istruzione, dopo che era emerso che la bambina più grande, di otto anni, scriveva con fatica e non era in grado di leggere.
La nuova soluzione abitativa, messa a disposizione dal Comune già da qualche tempo, potrebbe quindi rappresentare quel cambio di passo concreto richiesto dalla magistratura minorile. La scadenza del contratto per il b&b di Carusi, che ha ospitato Nathan e Catherine in questi mesi di transizione, rende la necessità di una sistemazione definitiva un fatto immediato, non più procrastinabile. Il fatto che Nathan abbia visitato l’abitazione insieme al primo cittadino suggerisce un dialogo aperto con l’amministrazione locale, un elemento che in passato era mancato e che oggi potrebbe giocare a favore della coppia nel complicato iter giudiziario che dovrà stabilire la sorte dei tre bambini.
Le ripercussioni dell’allontanamento sui minori e le visite dei familiari dall’Australia
L’allontanamento di Catherine Birmingham dalla casa famiglia di Vasto, avvenuto venerdì 6 marzo su disposizione del Tribunale dei minori, continua a produrre effetti sulla già fragile situazione psicologica dei bambini. Secondo quanto riferito da fonti vicine alla famiglia, la separazione dalla madre sarebbe all’origine della protesta, poi smentita, ma il clima di tensione che circonda la vicenda è palpabile. I tre fratelli, due gemelli di sette anni e una bambina di otto, si trovano ora in una condizione di ulteriore incertezza, separati dalla figura materna con cui avevano vissuto ininterrottamente fino a pochi giorni fa, seppur all’interno di una comunità protetta. A fare da contraltare a questa situazione di disagio, c’è la presenza costante del padre, che continua a recarsi nella struttura per trascorrere del tempo con loro, e le visite di alcuni parenti giunti appositamente dall’Australia.
La nonna e una zia dei bambini, arrivate in Italia due settimane fa per sostenere Nathan e Catherine in questo momento difficile, hanno lasciato la struttura poco prima dell’arrivo della Garante Terragni. La loro permanenza in Italia, secondo quanto si apprende, dovrebbe terminare a fine mese, e la speranza espressa da chi segue da vicino la famiglia è che entro allora si possa giungere a una soluzione che riporti un minimo di stabilità nella vita dei minori, la cui serenità è stata messa a dura prova da mesi di incertezze e provvedimenti giudiziari. Il padre, nel frattempo, continua a mostrare un atteggiamento pacato e collaborativo, un comportamento che gli avvocati sperano possa portare a un suo affidamento, consentendo così il ricongiungimento con i figli nella nuova casa che oggi ha visitato.




