Famiglia del bosco, Nathan Trevallion a “Fuori dal coro”: «Catherine è pronta a collaborare»

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Sarà trasmessa questa sera, nel corso della prima serata di Retequattro, l’intervista che Raffaella Regoli ha realizzato per il programma “Fuori dal coro” – condotto da Mario Giordano – con Nathan Trevallion, il padre della cosiddetta “famiglia del bosco”. Nel corso del colloquio, destinato a andare in onda intorno alle ore 23, l’uomo ha rotto il silenzio sulla situazione processuale che lo vede coinvolto insieme alla moglie Catherine, dalla quale è stato separato dai figli minorenni.

“Catherine è pronta a collaborare per il benessere dei nostri figli”, ha dichiarato Trevallion, rivelando un potenziale riavvicinamento alle disposizioni delle autorità giudiziarie, circostanza che finora era sembrata più volte in bilico tra le aule del Tribunale per i Minorenni dell’Aquila e la struttura protetta di Vasto dove i tre bambini sono ospitati ormai da mesi.

La prova che ha rinsaldato il legame

Nel dettaglio delle dichiarazioni rilasciate al programma, l’uomo ha voluto sottolineare come l’allontanamento forzato, seppur doloroso, abbia paradossalmente avuto l’effetto di consolidare l’intesa coniugale tra lui e Catherine Birmingham. “Questa prova – ha spiegato riferendosi allo stress dell’isolamento e delle limitazioni imposte dal giudice – ci ha reso più uniti, più innamorati e forti di prima”. Un’affermazione, questa, che giunge in un clima giudiziario ancora particolarmente acceso.

Solo nei mesi scorsi, una dettagliata perizia psichiatrica (una relazione di quasi duecento pagine firmata dalla consulente Simona Ceccoli) aveva evidenziato una condizione di “incapacità genitoriale” nella coppia anglo-australiana, rilevando tratti di personalità giudicati interferenti con i bisogni evolutivi dei minori. Tuttavia, l’atteggiamento descritto dall’intervista sembra segnare una svolta, laddove Trevallion garantisce la piena disponibilità della moglie a rimettersi in gioco per favorire il ricongiungimento.

La promessa ai bambini e la nuova casa

Nonostante il quadro complesso – che ha visto anche l’allontanamento della madre dalla casa-famiglia dove si trovava coi piccoli avvenuto lo scorso 6 marzo – Nathan Trevallion ha voluto lanciare un messaggio pieno di speranza proprio ai suoi figli, che attualmente vede solo in occasione di incontri protetti o tramite videochiamate. “Appena i bambini torneranno a casa, li porteremo in spiaggia”, ha promesso, abbozzando un futuro di normalità lontano dai riflettori mediatici. La coppia, del resto, ha già iniziato a gettare le basi per una nuova accoglienza domestica.

Mentre il vecchio casolare (quello definito “insalubre” nei primi provvedimenti di rimozione) verrà probabilmente sostituito da una costruzione ecologica in legno, Nathan e Catherine si sono già stabiliti in una nuova abitazione messa a disposizione gratuitamente dal Comune di Palmoli. Lo stesso legale della coppia, l’avvocato Simone Pillon, ha confermato che il trasloco è ultimato e che lì si attende il più presto possibile il ritorno dei minori.

L’attesa per la messa in onda e il contesto giudiziario

L’intervista, come anticipato, andrà in onda nella serata di oggi, domenica 24 maggio, a distanza di ormai sei mesi dall’inizio ufficiale della vicenda. Nel frattempo, il fronte processuale non si è fermato.

I servizi sociali e il Tribunale sorvegliano ancora da vicino l’evoluzione delle competenze genitoriali, mentre il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha recentemente disposto un’ispezione mirata a fare chiarezza sull’operato dei giudici aquilani, sospettati da più parti (e con toni aspri da alcuni esponenti della maggioranza) di aver preso decisioni influenzate da “letture ideologiche” piuttosto che da evidenze cliniche concrete.

Trevallion, nel suo intervento televisivo, sembra dunque voler bypassare queste polemiche politiche per concentrarsi esclusivamente sulla dimensione umana della separazione. “Io tutte le mattine vado a Vasto alla casa-famiglia”, ha raccontato, descrivendo una routine fatta di spostamenti e attese, nella consapevolezza che la strada per tornare a essere un nucleo unito è ancora lunga e lastricata da valutazioni tecniche che i giudici, forti anche delle perizie contrarie, non sembrano intenzionati ad accelerare se non a fronte di prove tangibili di cambiamento.

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