Famiglia del bosco, la perizia psichiatrica del Tribunale: «Incapacità genitoriale» di Nathan e Catherine
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Redazione Interno
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Il documento, composto da 196 pagine e firmato dalla psichiatra Simona Ceccoli – consulente nominata dal Tribunale per i minorenni dell’Aquila – non lascia spazio a interpretazioni ottimistiche per i genitori della cosiddetta “famiglia del bosco”. Analizzando nel dettaglio il contesto familiare e le condizioni psicologiche dei tre bambini coinvolti, la perizia arriva a una conclusione netta: al momento, Catherine e Nathan non sono in grado di svolgere “il mestiere di madre e di padre”. La richiesta presentata dalla coppia anglo-australiana per un “immediato ricongiungimento familiare o di affido esclusivo al padre” viene pertanto ritenuta “priva di fondamento clinico e giuridico”. Secondo quanto emerge dalla relazione, i due avrebbero mostrato “competenze inadeguate”, oltre a tratti di personalità tali da incidere negativamente sui bisogni evolutivi dei figli.
La valutazione clinica e il parere sulla figura paterna
La consulenza tecnica d’ufficio, depositata in questi giorni al Tribunale, rappresenta un ostacolo concreto alle speranze di Nathan e Catherine di riabbracciare i piccoli. La psichiatra Ceccoli ha evidenziato come alcune caratteristiche della personalità dei genitori possano compromettere la crescita serena dei bambini, rendendo al momento impraticabile l’ipotesi del ritorno a casa. Non solo: la perizia stronca anche la possibilità di un affidamento esclusivo al padre, ipotesi che era stata ventilata nei mesi scorsi. La valutazione negativa si estende quindi a entrambi i membri della coppia, senza distinzioni di ruoli. È una doccia fredda per la famiglia che aveva scelto la vita isolata tra i boschi abruzzesi, lontana dalle istituzioni e dalla scuola, e che ora si vede negare la possibilità di riavere i figli, almeno in questa fase del procedimento.
La “macchiata” di Salvini e la guerriglia politica
Proprio mentre la situazione giudiziaria si faceva più pesante per la coppia, sul caso è piombata la politica con il boato tipico delle campagne elettorali permanenti. Matteo Salvini ha deciso di “darsi alla macchia”, ma non certo per uscire dai radar dell’informazione. Al contrario, il leader della Lega ha raggiunto Palmoli per incontrare la famiglia proprio nel momento più delicato della vicenda giudiziaria. L’operazione mediatica – mirata a mettere in difficoltà la presidente del Consiglio Giorgia Meloni – ha riacceso i riflettori su una storia che sembrava essersi arenata sulle secche della burocrazia minorile. Salvini, stringendosi ai genitori, ha tentato di cavalcare il sentimento di opinione pubblica che spesso fatica a comprendere il rigore dei tribunali minorili. La sua visita ha di fatto riaperto una “guerriglia” politica che sovrappone il racconto emotivo della famiglia alla freddezza della perizia psichiatrica.
La disputa scientifica sui disegni dei bambini
Ma c’è un altro fronte caldo, e riguarda la metodologia utilizzata nell’inchiesta. L’avvocato Giorgio Vaccaro, professore di Diritto e Procedura civile del Corso di psicologia clinico-giuridica dello Iusve Campus di Verona ed esperto de Il Sole 24 Ore, ha sollevato un’obiezione tecnica non da poco. Interpellato dall’ANSA, il legale ha criticato l’uso dei disegni dei minori all’interno della relazione della Ctu. “Da vent’anni – ha dichiarato Vaccaro – tutta la comunità scientifica dice che i disegni non possono essere usati in modo scientifico in quanto le interpretazioni non sono costanti, non sono comuni e non sono condivise”. Un attacco alla base delle prove utilizzate dal Tribunale, che rischia di aprire una crepa nella robustezza del fascicolo. L’avvocato ha inoltre ricordato come l’intera vicenda giudiziaria “nasce sotto l’egida della Riforma Cartabia”, richiamando l’articolo 473 bis 25 e la necessità che la consulenza tecnica segua i nuovi dettami normativi. Se da un lato la perizia chiude le porte al ricongiungimento, dall’altro l’avvocatura apre uno spiraglio sul piano processuale, sollevando il dubbio sulla legittimità di alcune interpretazioni psicologiche utilizzate in Tribunale.




