Mantova-Avellino 0-2, Missori e Favilli firmano la salvezza: Iannarilli para tutto, Ballardini indovina i cambi
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Redazione Sport
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Una partita thriller, quella andata in scena sabato pomeriggio al “Martelli”, ha consegnato all’Avellino tre punti dal peso specifico decisamente superiore alla media di una normale giornata di campionato. Il 0-2 maturato in trasferta contro un Mantova volitivo (almeno per un tempo) non solo interrompe un digiuno che durava da tre giornate, ma rappresenta di fatto il biglietto per la permanenza in Serie B, ipotecata matematicamente anche se i conti definitivi passeranno attraverso gli altri risultati del weekend. A spingere i lupi verso questo traguardo, a quota 43 punti in classifica, ci hanno pensato le giocate di Filippo Missori e Andrea Favilli, ma il vero architetto del successo, come spesso accade nelle partite bloccate, si è nascosto tra i pali.
Iannarilli, il muro insuperabile che ha fermato l’attacco virgiliano
Se l’Avellino è riuscito a portare a casa l’intera posta in palio, gran parte del merito va ascritto al suo estremo difensore, quel Lorenzo Iannarilli che ha sfoderato una prestazione da assoluto protagonista. Nel corso del primo tempo, quando il Mantova spingeva sull’acceleratore grazie alle giocate di Bragantini e alle incursioni di Mancuso, è stato lui a tenere a galla la squadra con due interventi che definire “miracolosi” è quasi un eufemismo. Il primo, su una deviazione ravvicinata che sembrava destinata a infilarsi sotto l’incrocio, e il secondo, un riflesso felino a tu per tu con l’attaccante avversario, hanno disinnescato la pressione dei padroni di casa. Senza quelle parate, il copio della ripresa sarebbe stato probabilmente molto diverso, perché subire gol nel momento di maggiore supremazia territoriale avrebbe potuto aprire voragini psicologiche incolmabili per gli uomini di Ballardini. Ricevendo il voto più alto della sua squadra (8), Iannarilli ha dimostrato come la solidità difensiva parta spesso dalle mani sicure del numero uno.
La svolta tattica di Ballardini e l’impatto dei subentrati
Visibilmente insoddisfatto dell’approccio troppo passivo dei suoi nel primo tempo, Davide Ballardini ha operato una doppia sostituzione all’intervallo che si è rivelata decisiva per le sorti dell’incontro. L’ingresso di Missori ed Enrici al posto di Biasci e Fontanarosa ha ridisegnato gli equilibri della squadra, trasformando un 4-3-1-2 che soffriva sulle fasce in un più solido 4-5-1 prima, e in un fluido 3-5-2 poi. Proprio uno dei subentrati, Filippo Missori, ha rotto l’equilibrio al 63’, raccogliendo un pallone al limite dell’area e scaraventandolo in porta con un destro che, complici anche un rimbalzo anomalo, ha beffato l’incolpevole Bardi. Non è stato solo un gol pesantissimo per la classifica, ma la ciliegina sulla torta di una scelta tecnica coraggiosa del tecnico romagnolo, che non ha avuto paura di smontare la squadra per vincere la partita. A suggellare il successo ci ha pensato Favilli all’86’, regalando ai tifosi biancoverdi un sinistro a giro da manuale che ha chiuso definitivamente i conti e lanciato un segnale chiaro alla zona playoff, ora distante solo una manciata di punti.
Un successo che pesa sulla corsa salvezza e l’assenza di tiri avversari
La statistica che più di ogni altra racconta l’economia di questa vittoria è il numero di tiri nello specchio concessi dall’Avellino: appena tre, che si sono però trasformati in due reti. Se da un lato questo evidenzia una efficienza chirurgica sotto porta, dall’altro certifica una supremazia territoriale del Mantova che, a conti fatti, non è servita a nulla. Con questo risultato, l’Avellino sale a 43 punti, allungando a +8 sulla zona playout (in attesa del risultato di Empoli-Virtus Entella), un vantaggio che con sole tre giornate ancora da disputare assume i contorni di un abisso incolmabile per le inseguitrici. Il ritorno al successo, cercato con insistenza per uscire da un periodo di appannamento, è arrivato nel momento più opportuno, proprio in uno scontro diretto che sulla carta valeva doppio. Ora il calendario riserva ancora sfide insidiose, ma la pressione è completamente scaricata; i lupi possono giocare con maggiore leggerezza, magari provando a insidiare le posizioni nobili della classifica, forte di una difesa che, quando chiamata in causa, ha risposto presente con i suoi singoli, a partire da un Iannarilli in stato di grazia e un Ballardini che, per questa volta, ha vinto nettamente la sfida tattica con il collega Modesto.




