Ancelotti porta il Brasile al Mondiale: «Migliorati in difesa? Beh, sono italiano»
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Redazione Sport
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Mentre la nazionale italiana brancola nel buio, con l’ombra di Gennaro Gattuso che si allunga sulla panchina azzurra, il Brasile ha scelto la strada opposta: quella della concretezza, affidata a Carlo Ancelotti. Un corteggiamento durato mesi, culminato con l’approdo del tecnico emiliano alla guida della Seleçao, che sotto la sua direzione ha già centrato l’obiettivo più immediato: la qualificazione al Mondiale 2026.
A San Paolo, in un’atmosfera elettrica, il Brasile ha superato 1-0 il Paraguay grazie a un gol di Vinicius Junior, regalando ad Ancelotti il miglior regalo per il suo 66esimo compleanno. «Il primo tempo è stato eccellente», ha commentato il ct in conferenza stampa, «abbiamo controllato il gioco, anche se nel finale abbiamo lasciato spazio alle loro reazioni». Un bilancio positivo, suffragato dai numeri: zero gol subiti in due partite. «Eh, ma sono italiano», ha scherzato, strizzando l’occhio alla sua matrice tattica.
La vittoria, unita alla contemporanea sconfitta del Venezuela contro l’Uruguay, ha reso matematica la qualificazione. Un traguardo che permette al Brasile di programmare con serenità i prossimi mesi, puntando dritto alla sesta stella. Ancelotti, dal canto suo, ha già messo le mani avanti: «Dobbiamo lavorare sodo, c’è ancora un anno per crescere». Intanto, anche l’Ecuador ha staccato il biglietto per il Nordamerica, mentre l’Argentina – senza Lautaro Martinez in campo – ha accontentato un pari.




