Raid israeliano a Damasco colpisce ambasciata iraniana

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La tensione in Medio Oriente è salita pericolosamente a seguito di un raid israeliano a Damasco. L'attacco ha centrato un edificio del consolato iraniano, causando la morte di diversi membri dei pasdaran, tra cui il generale Mohammad Reza Zahedi e il suo vice.

"Un obiettivo di prim'ordine"

Il generale Zahedi era un obiettivo di prim'ordine, considerato il più importante dopo la morte di Soleimani. Zahedi, comandante della Forza Quds e responsabile per la Siria ed il Libano, era la testa di ponte tra Teheran e gli Hezbollah. Probabilmente, era anche l'uomo che garantiva le armi iraniane al partito di Dio.

"Risposta di Teheran"

In seguito all'attacco, Teheran ha promesso una risposta "dura". I media iraniani hanno diffuso la notizia nel pomeriggio italiano, riferendo inizialmente di un raid israeliano contro un sito adiacente all'ambasciata iraniana nella capitale siriana, secondo il report dell'agenzia Tasnim.

"Promessa mantenuta"

Il ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant ha impiegato tre giorni a mantenere la promessa. Ha dichiarato: «Ovunque si nascondano li troveremo, incluso in zone molto lontane». Queste parole sono state seguite da un bombardamento su Damasco, che ha colpito l'area dell'ambasciata dell'Iran in Siria e ha causato la morte di un comandante dei pasdaran.

In una giornata ad altissima tensione, il mondo attende ora la risposta di Teheran all'attacco portato dai caccia di Tel Aviv.

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