Corruzione a Milano, la procura chiede l’arresto per Manfredi Catella e l’assessore Tancredi
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Redazione Interno
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La procura di Milano ha formalmente richiesto l’arresto per sei indagati – tra cui spiccano i nomi dell’imprenditore Manfredi Catella, presidente del gruppo Coima, e Giancarlo Tancredi, assessore alla Rigenerazione urbana del Comune – in un’inchiesta che scuote da mesi il mondo dell’urbanistica e dell’edilizia milanese. Le accuse, che includono corruzione e falso, hanno portato i pm a chiedere misure cautelari differenziate: i domiciliari per Tancredi e un imprenditore, il carcere per gli altri.
Tancredi, architetto di 64 anni alla guida dell’urbanistica cittadina dal 2021 – già direttore di area durante l’assessorato di Pierfrancesco Maran – è considerato uno dei registi della trasformazione edilizia degli ultimi anni. La sua posizione, unita a quella di Catella, figura di spicco nel settore immobiliare, disegna un quadro in cui interessi privati e pubblici sembrerebbero essersi intrecciati in modo illecito. Le indagini, condotte dalla Guardia di Finanza, hanno coinvolto anche altri professionisti e componenti della Commissione per il Paesaggio, con perquisizioni estese persino agli uffici di Palazzo Marino.
Non è la prima volta che l’inchiesta – che nei mesi scorsi ha portato al sequestro di cantieri e all’adozione di misure cautelari – fa discutere. L’ipotesi di un sistema distorto, in cui le concessioni urbanistiche venivano pilotate, emerge dalle carte investigative senza lasciare spazio a equivoci. Tra i nomi legati al filone c’è anche quello dell’architetto Stefano Boeri, sebbene il suo ruolo resti al momento secondario rispetto agli imputati principali.




