Trump ridimensiona i dazi: auto, farmaci e chip potrebbero essere esclusi

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   A pochi giorni dall’entrata in vigore delle nuove tariffe commerciali annunciate dagli Stati Uniti, previste per il 2 aprile, fonti vicina all’amministrazione lasciano trapelare un possibile ridimensionamento della misura. Secondo il Wall Street Journal e Bloomberg, infatti, settori chiave come l’automotive, i farmaci e i semiconduttori potrebbero essere temporaneamente esclusi dall’applicazione dei dazi, almeno nella prima fase. Una mossa che, se confermata, attenuerebbe l’impatto immediato sul commercio internazionale, sebbene i dazi reciproci – come ribadito più volte – scatteranno comunque nella data stabilita.

La strategia della Casa Bianca sembra ora concentrarsi su un gruppo ristretto di Paesi, definiti informalmente "dirty 15" dal segretario al Tesoro Scott Bessent, caratterizzati da squilibri commerciali persistenti con gli Stati Uniti. Si tratterebbe, in sostanza, di un approccio più mirato, che colpirebbe circa il 15% delle nazioni con cui Washington registra deficit strutturali. Un cambio di rotta che, pur mantenendo una linea dura, eviterebbe di innescare un escalation generalizzata, soprattutto in settori già sotto pressione come quello tecnologico e farmaceutico.

Intanto, mentre i mercati – Wall Street in primis – reagiscono con cauta speranza alla notizia, rimangono ancora da chiarire i dettagli operativi. Tra le ipotesi circolate, spicca quella di dazi "light", con esenzioni temporanee o parziali per alcune categorie di prodotti. Una soluzione che, sebbene non definitiva, potrebbe offrire un margine di trattativa ai Paesi coinvolti, Italia compresa, evitando di aggravare tensioni già esistenti.

Quel che è certo è che, al di là delle esenzioni, la politica protezionista di Trump non accenna a fermarsi. Anzi, il riferimento alle "barriere non tariffarie" – come limiti all’accesso ai mercati o restrizioni alle importazioni – lascia intendere che la battaglia commerciale potrebbe presto spostarsi su un terreno ancora più complesso. Senza contare le dichiarazioni su "dazi indiretti" verso Paesi come il Venezuela, che dimostrano come l’amministrazione stia esplorando ogni possibile leva per riequilibrare i conti con l’estero.

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