Concordato Fiscale: Oltre 210mila Contribuenti Emersi, Ma le Adesioni Restano Basse
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Redazione Economia
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Il bilancio del concordato preventivo biennale rivela un dato significativo: 210mila contribuenti, tra cui 20mila nuove partite Iva, sono usciti dall'ombra dell’evasione. Tuttavia, il tasso di adesione alla misura si attesta sotto il 10%, un dato che rischia di generare un gettito inferiore alle attese per l’Erario.
Il meccanismo del concordato fiscale
Il concordato è un patto con l’Agenzia delle Entrate che permette di adottare il reddito calcolato dall’Agenzia in cambio dell’immunità dai controlli per due anni. Questo ha permesso a migliaia di contribuenti, prima totalmente in nero, di vedersi attribuire un "voto" di affidabilità fiscale.
Le novità introdotte dal decreto legge 81 del 2025
Il quadro normativo per il biennio 2025-2026 è stato aggiornato con l’obiettivo di rafforzare la coerenza fiscale. Sono state introdotte nuove e più stringenti cause di esclusione, configurando il concordato come uno strumento di compliance aggiornato, nonostante le adesioni siano diminuite rispetto all’edizione del 2024.
La possibilità del ravvedimento speciale
Parallelamente, l’articolo 12-ter del decreto-legne n. 84 del 2025 ha riproposto il cosiddetto "ravvedimento speciale" per chi aderisce al concordato. Questa opzione, con modalità definite a settembre, riguarda le imposte dal 2019 al 2023 e si affianca alla scelta di molti di rettificare spontaneamente la dichiarazione senza usufruire dei vantaggi del concordato.
Il bilancio tra emersione e gettito
All’esito del processo, mentre partono i controlli verso i non aderenti, il dato macroscopico è l’emersione di 210mila posizioni. Il dibattito rimane aperto sul numero totale di adesioni, poiché molti contribuenti preferiscono le regolarizzazioni spontanee, privando lo Stato di potenziali maggiori introiti.




