Frùttolo, la merenda degli anni Novanta, torna alla ribalta per il delitto di Garlasco
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Redazione Interno
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Quello che sembrava un brand dimenticato, legato ai ricordi d’infanzia di intere generazioni, è improvvisamente balzato agli onori della cronaca per un motivo ben più cupo. Frùttolo, la merenda a base di latte e frutta che ha riempito gli zaini degli scolari negli anni Novanta e Duemila, è finita al centro delle indagini sul delitto di Chiara Poggi, la 26enne uccisa il 13 agosto 2007 nella sua abitazione a Garlasco, in provincia di Pavia.
A riportare in auge il prodotto, ormai quasi scomparso dagli scaffali, è stato il ritrovamento di una confezione tra i rifiuti sequestrati nella villetta della vittima, mai esaminati fino a oggi. I periti stanno analizzando quel materiale, con un particolare allarme: una buccia di banana, presente tra i sacchetti, potrebbe aver contaminato o addirittura compromesso eventuali tracce di Dna.
L’incidente probatorio, in corso alla questura di Milano, vede genetisti e dattiloscopisti confrontarsi sui reperti raccolti quasi due decenni fa. Luciano Garofano, ex comandante dei Ris e oggi consulente dell’unico indagato, Andrea Sempio, ha dichiarato che i reperti sono in "buone condizioni", tanto da aver permesso nuove tamponature. Ma la strada per accertare la verità non è priva di ostacoli.
L’avvocato Massimo Lovati, difensore di Sempio, ha sollevato un’eccezione formale, chiedendo di visionare il decreto di sequestro per verificarne la motivazione e l’elenco degli oggetti prelevati. Una mossa che potrebbe rallentare ulteriormente il processo, già segnato da anni di attese e ripensamenti.




