Rfi, 1.300 cantieri e 11,6 miliardi: l’estate sulla graticola delle ferrovie italiane

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La rete ferroviaria italiana, quella che ogni giorno sopporta il peso di pendolari, merci e viaggiatori diretti verso le coste, sta vivendo una fase di trasformazione senza precedenti. A dichiararlo, o meglio a certificarlo con i numeri, è stato l’amministratore delegato di Rete Ferroviaria Italiana (gruppo Fs), Aldo Isi, il quale ha illustrato in una conferenza stampa romana l’entità di un’opera faraonica: oltre 1.300 cantieri attivi quotidianamente. Un esercito di ruspe, operai e tecnici che muove, lo si potrebbe definire senza timore di smentita, una mole di risorse pari a 11,6 miliardi di euro solo per il 2025. Un’iniezione di liquidità, questa, destinata a grandi opere, manutenzione ordinaria e straordinaria, nonché all’aggiornamento tecnologico di binari e sistemi di sicurezza.

Lo stop sul nodo ligure tra Pavia e Voghera

L’estate, si sa, è la stagione dei sacrifici per chi viaggia su rotaia. E non fa eccezione l’edizione 2026, che anzi replica uno schema già collaudato – seppur con disagi sempre difficili da digerire – sulla direttrice che conduce al mare. A partire dal 20 luglio e fino al 28 agosto, la circolazione sarà totalmente bloccata su entrambi i binari nel tratto compreso tra Pavia e Voghera. Una finestra temporale di quasi quaranta giorni, strategica per gli ingegneri di Rfi, che interromperà di fatto i collegamenti diretti con la Liguria. Chi aveva in mente di raggiungere Genova o le sue propaggini costiere dovrà mettere in conto percorsi alternativi, proprio come accadde nell’estate precedente, quando i cantieri allungarono a dismisura i tempi di percorrenza.

L’estate di fuoco del Pnrr: Milano-Venezia e il nodo di Firenze

Non solo il Nord-Ovest, però, a finire sotto le cesoie dei cantieri. Il calendario degli interventi, che attinge a piene mani dalle risorse del Pnrr, prevede altri due blocchi di rilievo. La linea Milano-Venezia, arteria pulsante del traffico padano, si fermerà dal 2 al 16 agosto nel tratto compreso tra Verona e Vicenza. Due settimane esatte di stop, le stesse che interesseranno il nodo fiorentino – una delle aree più congestionate d’Europa – dove le interruzioni sono state programmate a cavallo di luglio: dal 5 al 9 e poi di nuovo dal 26 al 30, stavolta tra Santa Maria Novella e Campo di Marte. Una sequenza di interventi, questi, che testimonia l’urgenza di mettere mano a infrastrutture spesso invecchiate.

Milano-Genova e la Bologna-Milano sotto i ferri

Ma l’elenco delle sospensioni non si esaurisce qui. La stessa conferenza stampa di Isi ha messo in fila altre interruzioni destinate a pesare sul traffico estivo. La linea Milano-Genova, già messa in discussione dalla chiusura nel Pavese, subirà gli effetti collaterali di quei lavori, con ripercussioni sulla fluidità degli scambi. Parallelamente, il corridoio Milano-Bologna – l’asse più battuto dagli Alta Velocità – sarà interessato da cantieri diffusi, sebbene con modalità ancora oggetto di definizione operativa. Un quadro, quello delineato da Isi, che lascia pochi margini di illusione: l’estate 2026 sarà, per chi sceglie il treno, un percorso a ostacoli tra deviazioni, ritardi programmati e soppressioni temporanee. Il tutto, va detto, in nome di un ammodernamento che Rfi definisce “irrinunciabile”.

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