Il Frosinone travolge la Sampdoria, Foti ora è sulla graticola

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il campo dello Stirpe ha emesso un verdetto che pesa come un macigno sulla stagione della Sampdoria, travolta per tre a zero da un Frosinone cinico e ben orchestrato da mister Alvini, e la sensazione, palpabile già al termine della prima frazione di gioco, è che per i blucerchiati si sia materializzato l’incubo peggiore, quello di ripiombare con tutte le scorie del caso in piena zona playout. La squadra guidata da Salvatore Foti, chiamato a gestire la panchina al posto di un Angelo Gregucci ai box per problemi di salute, non è mai apparsa in partita, subendo la maggiore intraprendenza dei ciociari e dimostrando una fragilità difensiva e una sterilità offensiva che riassumono perfettamente le difficoltà di un'intera annata. La rete di Fiori, giunta al ventiquattresimo minuto su cross di Oyono, aveva già aperto una crepa nel muro doriano, e nella ripresa, dopo appena quattro minuti, il raddoppio di Raimondo – abile a infilarsi tra due difensori in ritardo – ha trasformato quella crepa in una voragine, definitivamente allargata dalla conclusione da lontano di Corrado al sessantaquattresimo.

Con questo passivo, la Sampdoria torna a casa con un carico di angoscia classifica non indifferente, ritrovandosi quintultima a trenta punti, agganciata proprio dal Mantova vittorioso sulla Juve Stabia e con la concreta possibilità, in base ai risultati degli anticipi serali, di vedersi ulteriormente risucchiata verso il baratro. È un quadro desolante, quello che restituisce la prestazione dello Stirpe, e che mette inevitabilmente nel mirino la posizione del duo tecnico Foti-Gregucci, la cui avventura sulla panchina ligure potrebbe essere giunta al capolinea, o quantomeno a un bivio dal quale difficilmente si potrà tornare indietro. Non si può dimenticare, d'altronde, che la loro situazione è resa ancora più spinosa dalla pendenza giudiziaria: martedì il Tribunale Federale Nazionale dovrà esprimersi sul deferimento che li vede coinvolti, insieme al presidente Manfredi e al ceo Fredberg, per la presunta confusione di ruoli circa l'effettiva direzione tecnica della squadra, una circostanza, quella dell'eventuale squalifica, che getta ulteriori ombre sul futuro immediato della panchina doriana.

Una partita a senso unico e l'ombra della zona playout

La cronaca della gara, in realtà, racconta di un primo tempo in cui la Samp, nonostante qualche timido tentativo di reagire con Brunori e Ricci, ha sempre sofferto la maggiore verve dei padroni di casa, salvata in più di un'occasione solo dai riflessi di Martinelli, bravo su Raimondo e Ghedjemis prima che la deviazione di Palma, sul finire di tempo, impedisse a Fiori di raddoppiare già prima dell'intervallo. Nella ripresa, poi, il tracollo è stato evidente: l'undici di Foti, al netto degli innesti di Cherubini e Pafundi, non ha trovato la forza per reagire, e l'unica vera emozione è stata un'incornata di Brunori, prontamente annullata per fuorigioco, a certificare l'impotenza di un reparto avanzato che con Soleri e lo stesso Brunori non è riuscito a impensierire Palmisani. A nulla è valso il forcing finale, con Barak che ha sparato alto e Casalino e Depaoli gettati nella mischia: il Frosinone, forte del tris e di una classifica che ora lo vede saldamente al terzo posto in solitaria, a soli due lunghezze dal Monza secondo, ha amministrato senza patemi, gestendo il pallone e spegnendo sul nascere ogni velleità ospite.

La posizione di Foti e i nodi del futuro immediato

Ora, per la Sampdoria, si prospettano ore di riunioni e decisioni delicate: il direttore sportivo Andrea Mancini e il ceo Fredberg, insieme al presidente Manfredi, sono chiamati a valutare se e quanto insistere con questa gestione tecnica, considerando che le prestazioni, al netto di un mercato invernale che aveva portato undici volti nuovi e rinnovato l'entusiasmo, non hanno sortito l'effetto sperato in termini di continuità di risultati e di gioco. La società, che nelle ultime settimane aveva già cominciato a sondare il terreno per eventuali sostituti, ipotizzando nomi come quelli di Attilio Lombardo, Beppe Iachini o Luca Gotti, si trova ora a dover sciogliere il nodo con urgenza, perché la zona playout è distante solo due punti e il calendario, con lo scontro diretto in programma contro il Venezia, non concede tregua. E mentre i tifosi, quelli che avevano seguito la squadra anche a Frosinone, digeriscono malvolentieri l'ennesima battuta d'arresto, lo spettro di dover affrontare un'altra volata salvezza, con tutto il carico di ansia che comporta, torna prepotentemente a far capolino nel Grifone, mettendo a nudo tutte le contraddizioni di una stagione che non riesce proprio a decollare.

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