Sampdoria, deferiti Foti e Gregucci: il club si affida alla giustizia sportiva
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Redazione Sport
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La Procura Federale della Figc ha notificato il provvedimento di deferimento nei confronti di Angelo Gregucci e Salvatore Foti, rispettivamente allenatore e vice della Sampdoria, e con loro sono finiti sul taccuino del procuratore anche il presidente Matteo Manfredi e il ceo dell'area sportiva blucerchiata Jesper Fredberg. Un epilogo, questo, che nell'ambiente doriano si attendeva ormai da qualche settimana, da quando cioè la federcalcio aveva chiuso il fascicolo istruttorio dopo aver raccolto materiale e testimonianze, e che adesso apre ufficialmente la fase processuale. La contestazione, per la quale i legali dei diretti interessati – gli avvocati De Gennaro e Romei, quest'ultimo già vicepresidente del club nella precedente gestione – sono pronti a battere ogni strada difensiva, ruota attorno alla distribuzione dei ruoli all'interno dello staff tecnico che opera a Bogliasco.
Il nodo delle competenze e la suddivisione dei ruoli in panchina
Il cuore dell'imputazione mossa dagli inquirenti federali riguarda la sostanziale divaricazione tra quanto previsto dai regolamenti e quanto, invece, sarebbe stato riscontrato nel quotidiano lavoro di guida della squadra. A Salvatore Foti, che pure risulta ufficialmente come vice ma che non è in possesso del patentino Uefa Pro necessario per ricoprire il ruolo di primo allenatore, viene contestato di aver di fatto esercitato le funzioni tipiche del tecnico titolare sia durante le sedute di allenamento al Mugnaini sia nella gestione della squadra nei giorni di gara. Ad Angelo Gregucci, che invece l'abilità ce l'ha e formalmente siede in panchina come capo dell'organico, viene imputato sostanzialmente il contrario, e cioè di aver agito da paravento per il suo secondo, prestando il proprio Titolo professionale a una gestione che vedeva Foti – la cui passione e la cui vis emotiva sono del resto note, come dimostrano le espulsioni rimediate in questa stagione – molto più esposto e centrale di quanto non dovrebbe. La procura avrebbe documentato questa situazione anche con materiale fotografico e multimediale, cercando di dimostrare che il vero riferimento per i giocatori fosse proprio Foti, nonostante le dichiarazioni pubbliche e le conferenze stampa siano sempre state condotte da Gregucci. La società, per tramite dei propri legali, aveva già avuto modo di presentare memorie nei giorni successivi alla notifica della chiusura delle indagini, avvenuta a metà gennaio, e ora si prepara al dibattimento.
La linea della società tra fiducia e riservatezza
Di fronte al deferimento formale, la Sampdoria ha scelto una linea di basso profilo ma al contempo di chiara rivendicazione della correttezza del proprio operato. Con una nota ufficiale diramata nella serata in cui è arrivata la notifica, il club di via Cavour ha preso atto della conclusione della fase istruttoria, confermando la propria piena e totale fiducia nell'operato della Giustizia Sportiva. La società, si legge nella dichiarazione, ribadisce con fermezza che sia la dirigenza che tutti i tesserati coinvolti hanno agito nell'assoluto rispetto della normativa federale, e confida che questo verrà accertato dalle autorità competenti nel corso del procedimento. Parallelamente, è stata annunciata una linea di rigido silenzio stampa sull'argomento: da questo momento, né il club né i suoi rappresentanti rilasceranno ulteriori dichiarazioni, nella convinzione che sia doveroso lasciare lavorare gli organi di giustizia senza interferenze esterne. Una strategia, questa, che mira a circoscrivere la vicenda all'ambito strettamente giudiziario, evitando di alimentare polemiche o processi paralleli mentre la squadra è impegnata nella corsa salvezza.
I tempi della giustizia e l'attività agonistica
La data dell'udienza dinanzi al tribunale federale non è ancora stata calendarizzata, ma la previsione è che il processo sportivo possa svolgersi nell'arco di un mese o un mese e mezzo al massimo. Nel frattempo, sia Gregucci che Foti restano pienamente operativi e potranno continuare a svolgere le loro mansioni, guidando la squadra sia negli allenamenti che nelle gare ufficiali. Una eventuale sentenza di condanna, che potrebbe arrivare sotto forma di squalifica per i due tecnici, avrebbe ovviamente effetti sul prosieguo della stagione: se la pena dovesse essere comminata, i due non potrebbero più accedere alla panchina e agli spogliatoi nei giorni di partita, pur potendo in teoria continuare a lavorare con il gruppo a Bogliasco. In quel caso, la Sampdoria dovrebbe attingere dalle proprie risorse interne, dove sono presenti figure abilitate come Attilio Lombardo e Nicola Pozzi, per affidare la conduzione tecnica della prima squadra.
I riflessi sul campionato e la situazione in classifica
Mentre la macchina della giustizia federale si mette in moto, la Sampdoria è chiamata a concentrarsi esclusivamente sul rettangolo verde, dove nelle prossime settimane si giocherà una fetta importante della propria stagione. La squadra, reduce da alcuni innesti di mercato che hanno rinvigorito l'organico e dalla spinta del proprio pubblico, si trova nel vivo della lotta per allontanarsi definitivamente dalla zona calda della classifica di Serie B. La prossima sfida, in programma sabato a Mantova, ha già i contorni di uno scontro diretto per la salvezza, e l'attenzione del gruppo lavoro è tutta concentrata sulla preparazione dell'incontro. Non mancano, però, le difficoltà legate agli infortuni, con qualche pedina importante in dubbio o out, a complicare ulteriormente un quadro che, al di là delle aule giudiziarie, richiede massima lucidità e concentrazione.




