La Sampdoria riparte da zero, tra l’entusiasmo per Lombardo e la stangata della Figc a Foti e Gregucci
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Redazione Sport
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La Sampdoria, si sa, ricomincia da tre, per citare il celebre film di Massimo Troisi, ma in questo caso il numero che conta è un altro e corrisponde allo zero, ovvero il margine di errore che la gestione di Attilio Lombardo si trova ad avere a disposizione in queste ultime nove decisive gare di campionato. La nuova avventura del tecnico, per tutti semplicemente “Popeye”, è partita ufficialmente oggi con una doppia seduta a Bogliasco, un segnale forte e chiaro che la società ha voluto mandare: si torna a lavorare sodo sul campo, privilegiando la corsa e la ricerca di quell’entusiasmo che può fare la differenza più di qualsiasi finezza tattica, in un momento in cui la tensione, per essere scaricata, necessita di impegno fisico e spirito di sacrificio. I giocatori, e lo ha ribadito anche Marco Lanna parlando con il Secolo XIX, ripartono da zero, e l’obiettivo primario di Lombardo, oltre a raschiare il barile per recuperare ogni singolo elemento della rosa, è proprio quello di rimettere ciascuno nella propria comfort zone, per permettere a tutti di esprimere al meglio le proprie potenzialità. E mentre la squadra si prepara alla sfida di sabato sera al Ferraris contro il Venezia, capolista della serie B, l’eco della bufera giudiziaria che ha travolto i precedenti allenatori continua a rimbalzare con decisione.
Il verdetto del Tribunale Federale: dieci giornate a Foti e Gregucci, inibiti Manfredi e Fredberg
Se da un lato la panchina blucerchiata tenta di ritrovare un equilibrio con il ritorno di una bandiera come Lombardo, dall’altro la giustizia sportiva ha chiuso il cerchio sulla gestione tecnica precedente, e l’ha fatto con un verdetto pesantissimo. Il Tribunale Federale Nazionale, accogliendo il deferimento della Procura Figc, ha inflitto una squalifica di dieci giornate a Salvatore Foti, da scontare nell’effettivo esercizio dell’attività di allenatore, e altrettante ne ha comminate ad Angelo Adamo Gregucci. La sostanza dell’accusa, che ha portato a questa dura sanzione, riguarda la presunta irregolarità nella conduzione della squadra: Foti, sprovvisto del patentino Uefa Pro e ufficialmente registrato come vice, di fatto svolgeva le mansioni di primo allenatore, mentre Gregucci, che il contratto lo aveva firmato per quel ruolo, avrebbe consentito questa sovrapposizione senza mai impedirla, prestandosi di fatto a un espediente per aggirare le normative federali.
Le conseguenze, però, non si fermano ai due tecnici, ormai esonerati e lontani dal club, ma si allargano a macchia d’olio investendo in pieno la dirigenza. Il presidente Matteo Manfredi e il direttore dell’area football Jesper Fredberg sono stati inibiti per due mesi ciascuno, un provvedimento che li allontana di fatto dalla gestione operativa della società in un momento quanto mai delicato della stagione. A ciò si aggiunge un’ammenda di cinquemila euro a carico della stessa U.C. Sampdoria, quasi una beffa finale per un club che già si trova a dover fare i conti con una classifica che vede la squadra a un solo punto dalla zona playout, con ventisei punti all’attivo dopo altrettante partite. Per Foti, in particolare, questa stangata rappresenta un ulteriore capitolo di una carriera già costellata da turbolenze, e rischia di precludergli persino la partecipazione al prossimo Supercorso di Coverciano per conseguire l’abilitazione.
Il saluto social di Foti e l’abbraccio virtuale ai tifosi in un clima di rifondazione
Nel giorno in cui la squadra ha iniziato la sua nuova vita sotto la guida di Lombardo, con una doppia seduta che ha di fatto aperto la settimana di lavoro in vista del trittico ravvicinato con Venezia, Carrarese e Avellino, è arrivato anche il messaggio social di Salvatore Foti. L’ex vice, o meglio, l’ex allenatore di fatto, ha voluto salutare l’ambiente blucerchiato con un post pubblicato sul suo profilo Instagram, nel quale ha ringraziato tutti per il sostegno ricevuto durante mesi che ha definito intensi e pieni di emozioni forti. “Volevo ringraziare tutti e abbracciare i nostri magnifici tifosi che rappresentano con orgoglio e stile il passato, il presente e futuro del club”, ha scritto Foti, usando parole che suonano come un commiato affettuoso ma anche come un tentativo di gettare acqua sul fuoco delle polemiche, invitando idealmente a non cercare colpevoli ma a remare tutti nella stessa direzione per il bene della Sampdoria, quella che per lui, come ha tenuto a sottolineare, è e resta casa. Un gesto che chiude, con un certo stile, una parentesi breve ma turbolenta della storia blucerchiata.
Il peso della sentenza e l’eredità raccolta da Lombardo in una corsa contro il tempo
L’ombra del deferimento, che già a gennaio aleggiava su Bogliasco quando si vociferava di un possibile provvedimento dopo gli accertamenti della procura federale sugli allenamenti, si è dunque materializzata nel momento più critico della stagione. Ora che la sentenza è arrivata, con le sue pesanti squalifiche e inibizioni, la sensazione è che la Sampdoria debba fare i conti non solo con una classifica deficitaria e un calendario che propone tre partite in nove giorni, a partire dalla capolista Venezia, ma anche con la necessità di ricostruire un’immagine e un’autorevolezza perse in questi mesi. Attilio Lombardo, che del club ha vestito la maglia da giocatore scrivendo pagine importanti, raccoglie un’eredità pesante: deve ridare anima a uno spogliatoio che arriva da una sconfitta pesante per 3-0 a Frosinone e, come ha sottolineato Lanna, la prima sfida contro la squadra di Di Francesco è tremenda, quasi un miracolo da inseguire. Ma forse, in questo clima di rifondazione forzata, il fatto di ripartire da zero, azzerando tutto ciò che è stato, potrebbe rivelarsi l’unica strada percorribile per provare a centrare quella salvezza che ora appare più come una missione che come un semplice obiettivo sportivo.




